Meditazione sulle attività quotidiane -
Ven. Sujiva
Brano tratto da un'introduzione alla meditazione di visione
profonda del Ven. Sujiva, "Istruzioni per far placare i vulcani".
Una delle prime cose da imparare riguarda la consapevolezza stessa. Noi
ne abbiamo letto, ne abbiamo sentito parlare, ora è il momento di conoscerla
attraverso l'esperienza diretta. Non è semplicemente conoscere qualcosa.
E' conoscerla con una mente chiara, ferma. In questo modo, non potete sbagliarvi.
Inoltre non ci può essere nessun attaccamento, rabbia, illusione, pigrizia,
irrequietezza, dubbio scettico, gelosia e così via. Una volta che potete
definirla non è difficile richiamarla. E' solo questione di volontà. Come
è meraviglioso essere consapevole continuamente! Ma prima che possa essere
così, dovrete essere in grado di distinguere chiaramente gli stati di consapevolezza
da quelli di non-consapevolezza. Dopo di ciò dipenderà solo da voi di praticare,
praticare e praticare.
In un certo senso, mantenere la consapevolezza può essere paragonato a fare
un viaggio. Ecco voi siete sulla vostra bicicletta su strade accidentate
e attraversando corsi d'acqua torrenziali. Dovete tenere un occhio alla
strada, bilanciare la bicicletta, e continuare a pedalare. Ci vogliono considerevoli
prove ed errori prima di acquisire abilità. Allo stesso modo nella vita
o nella meditazione, c'è bisogno di avere esperienza per avere a che fare
con le varie situazioni e gli oggetti che si incontrano. A volte quando
si incontra qualche situazione particolarmente difficile, possiamo impantanarci
per abbastanza tempo fino a che non impariamo a venirne fuori. Il dolore
ne è un esempio. Esso è una configurazione imprescindibile nella nostra
vita.
Una volta che siamo in grado di capire cosa vuol dire la consapevolezza
e mantenerla, allora possiamo andare avanti a mantenerla nelle nostre attività
al meglio delle nostre possibilità e più spesso che possiamo. Cominceremo
dal momento che ci svegliamo dal dormire e noteremo consapevolmente l'aprirsi
degli occhi. Nello stesso modo, manterremo la consapevolezza quando ci alziamo,
quando ci laviamo, mangiamo, beviamo e così via per tutta la giornata fino
a che finalmente ci coricheremo ancora per dormire alla fine della giornata.
Durante il mangiare, per esempio, dovremo notare consapevolmente le azioni
coinvolte momento per momento. Dapprima, l'intenzione di mangiare, poi il
guardare al cibo, lo stendersi delle mani, il prendere il cibo, il portarlo
alla bocca, l'aprire la bocca, masticare, addentare, inghiottire, e gli
altri passaggi. Durante un ritiro di meditazione, possiamo permetterci di
rallentare le nostre azioni per aiutarci a concentrarci sull'attenzione
alle azioni il più possibile. Infatti possiamo distaccarci abbastanza dall'ambiente
circostante. Alla fine, sia nella meditazione seduta che in quella camminata,
rimarrà solo l'osservazione di meri processi.
Invece, a casa o al lavoro, non saremo in grado di praticare la consapevolezza
con così tanta concentrazione. Potremo farlo solo a un livello generale.
Solo quando saremo liberi, potremo riprendere la nostra consapevolezza in
esercizi formali con l'intensità desiderata.