Meditazione per Jiddu Krishnamurti - app. di G. Bertagni

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In ultimo vorrei dire qualcosa sulla pratica meditativa per Krishnamurti. Se intendiamo la meditazione in senso tecnico, come pratica formale (sedersi in un certo modo, fare un certo tipo di esercizi, ecc.), Krishnamurti è contrario a questo approccio. Per lui è troppo innaturale: ogni volta che parla di meditazione, o quasi sempre, ritorna su questo punto. Per lui la meditazione, la vera meditazione è un’altra cosa. Allora: vorrei leggervi un brano, forse un po’ lungo, ma che mi sembra molto chiaro su questo punto:

“C’era un uomo seduto a gambe incrociate in uno degli angoli remoti del prato [...]. Aveva gli occhi chiusi e le sue labbra si muovevano. [...] Completamente perduto al mondo, ai passanti e allo stridio dei pappagalli. Il suo corpo era immobile. Nelle sue mani c’era un rosario coperto da un panno. A parte le labbra, il solo movimento che si potesse scorgere era quello delle dita. [...] A chi lo interrogava rispondeva che stava meditando, ripetendo una preghiera o un mantra [...]. Vi trovava conforto dalla quotidiana monotonia della vita. Era solo sul prato. Alle sue spalle c’era un gelsomino in fiore; molti fiori spuntavano qua e là e la bellezza del momento lo circondava. Ma quella bellezza gli sfuggiva perché era perduto in una bellezza di sua fattura.

Meditare non è ripetere la parola, o sperimentare una visione, o coltivare il silenzio. Il rosario e la parola placano, è vero, il chiacchierio della mente, ma questa è una forma di autoipnosi. All’uopo andrebbe bene anche una pillola.
Meditare non è chiudersi in un pensiero ideale, nell’incanto del piacere. [...]
La meditazione non è l’essere assorti in qualche idea o immagine grandiosa: questa acquieta per il momento, come un bimbo tutto preso da un giocattolo è momentaneamente tranquillo. Ma, appena il giocattolo cessa di interessarlo, ricominciano i capricci. La meditazione non è la ricerca di un invisibile sentiero che porti a una qualche immaginata beatitudine. La mente meditativa è vedere – osservare, ascoltare, senza la parola, senza commento, senza opinione – tutto il giorno attentamente il movimento della vita in ogni suo rapporto. [...] Alla mente che osserva, ascolta il movimento della vita, [...] viene un silenzio che non è montato dal pensiero” (Jiddu Krishnamurti- La sola rivoluzione, pp. 16-17 - Astrolabio).

Bene, direi che possiamo finire qui. Spero di avere riportato qualcosa di interessante almeno per qualcuno e vi ringrazio per l’attenzione.

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