... Cayce menzionava e raccomandava la meditazione già nel 1921, quando
nel mondo occidentale spesso si ignorava ancora di cosa si trattasse. Fu
negli anni ‘70 che si cominciò a parlarne, benché per molti essa continuasse
ad essere una nozione sorprendente o curiosa, propria alle religioni orientali.
Da allora, ricerche cliniche hanno dimostrato la sua influenza salutare.
Numerosi medici la riconoscono ormai come un mezzo efficace per ridurre
l’ipertensione, per diminuire lo stress e per raggiungere la serenità.
Meditare consiste nel calmare il nostro corpo e la nostra mente, e nel cessare
di concentrare la nostra attenzione sul mondo esteriore, al fine di unirci
a Dio nel silenzio del nostro santuario interiore. La meditazione opera
favorevolmente sul piano fisico, rilassando il corpo ; sul piano mentale,
calmando il cuore ed il pensiero ; sul piano spirituale, rinnovando l'energia
vitale e stimolando i nostri attributi divini. Questo ci permette di condurre
un’esistenza più utile, di migliorare i nostri rapporti con le persone che
ci circondano e di far fronte con coraggio alle nostre difficoltà. Dedicando
ogni giorno un momento a liberare la mente dalle molteplici preoccupazioni
che l’assalgono, ricuperiamo la piena coscienza della nostra essenza divina.
Possiamo dire che pregare è rivolgerci a Dio e parlarGli, mentre invece
meditare significa ascoltare Dio lasciandoci istruire e guidare dalla parte
del nostro essere che si trova in costante comunione con l’Infinito.
Applicando alcune regole molto semplici, la meditazione è alla portata di
tutti, e persino i novizi percepiscono gli effetti benefici incommensurabili.
Nel primo punto richiede che si adotti una posizione confortevole; molti
scelgono di sedersi su una sedia, con la schiena diritta, i piedi piatti
sul pavimento, gli occhi chiusi, le mani sulle ginocchia o su a ogni lato.
Cominciare a rilassarsi effettuando delle respirazioni lente e profonde
- inspirare a fondo e trattenere un po’ d’aria nei polmoni prima di espirare
dolcemente. Allo stesso tempo, cercare con la mente le tensioni esistenti
nel corpo, ed eliminarle l’una dopo l’altra impiegando l’immaginazione o
massaggiando le zone corrispondenti con le punta delle dita.
Il secondo punto consiste nel concentrarsi su un pensiero pacifico ed ispirante,
chiamato “affermazione” : per esempio, “la pace mi avvolge e regna in me”
; “io sono in uno stato di rilassamento totale” ; un verso della Bibbia
; un’aforisma spirituale come “Dio è amore”. Conviene impedire che la mente
vaghi o si smarrisca in altre considerazioni, come i lavori da svolgere
o gli ultimi avvenimenti. Dopo aver riflettuto sul messaggio dell’affermazione,
pesando con cura ogni parola, è importante immedesimarsi nel suo significato.
In effetti, le impressioni provate nell’essere interiore sono molto più
incisive delle parole stesse. Così non basta ripetere “Dio è amore”, perché
è il sentimento che accompagna questa asserzione a conferirle la sua forza
e la sua ampiezza.
Il terzo punto rappresenta la meditazione vera e propria. Essa richiede
di stare in silenzio, immergendosi nei sentimenti suscitati dall’affermazione.
Appena la mente vaga, concentrarsi nuovamente dapprima sul senso delle parole
dell’affermazione, poi sui sentimenti che queste suscitano. Non bisogna
scoraggiarsi : focalizzare l’attenzione su una sola asserzione richiede
tempo e allenamento. All’inizio, osservare il silenzio per cinque minuti
circa, ma arrivare fino a quindici o venti minuti dopo un certo esercizio.
Il quarto punto consiste nell’inviare dei pensieri buoni o delle preghiere
ad altre persone prima di terminare la seduta di meditazione. Per esempio,
nel caso in cui l’amore è stato scelto come tema centrale, rivolgere questo
sentimento verso i propri cari o a chiunque ne abbia bisogno.
Praticandola ogni giorno, la meditazione diventa ogni volta più facile,
e la quiete che emana da questi momenti di concentrazione silenziosa e di
raccoglimento si riflette su tutti gli aspetti della vita.
A differenza di coloro che sostengono che la mente deve restare inattiva
perché si lascia distrarre facilmente ed altera il processo di meditazione,
Cayce dichiara nelle letture che il potere creativo del pensiero può essere
utilizzato in maniera adeguata per raggiungere un alto grado di armonizzazione
con la Fonte universale.
Meditare regolarmente ci mette sulla via della guarigione fisica, mentale
e spirituale. Grazie alle affermazioni costruttive che impieghiamo e all’ideale
che manteniamo durante la meditazione, le nostre tendenze negative scompaiono,
sostituite da atteggiamenti più positivi.
In generale, perdiamo delle ore in occupazioni futili, quando un breve momento
riservato alla preghiera e alla meditazione ci procurerebbe più pace, gioia
e pienezza di ogni altra attività. Cerchiamo dapprima il regno di Dio, che
è dentro di noi. Il verbo e le promesse divini sono eterni : invochiamo
il Signore, sapendo che siamo il tempio del Dio vivente, che l’Altissimo
risiede nel nostro santuario interiore. Nel silenzio della meditazione,
una volta che il corpo è rilassato, il pensiero sereno e la preoccupazione
dimenticata, ci apriamo alla nostra natura spirituale e ci uniamo alla Forza
Creatrice.
Le letture di Edgar Cayce sottolineano che tutti dovrebbero meditare, poiché
la comunione con Dio è primordiale. In effetti, l’anima, il nostro essere
superiore, non si compiace che nel Divino ed aspira a fondersi nel seno
del Creatore. La meditazione assidua ci aiuta ad esprimere la nostra relazione
intima con il Signore, ad applicare i principi universali nella vita quotidiana,
a distinguere l’onnipresenza di Dio e a prepararci perché la transizione
che chiamiamo morte costituisca un passo supplementare verso una comprensione
sempre più perfetta del Padre.