Cos'è la meditazione? - Geshe Kelsang Gyatso
Il cuore della pratica del Dharma è la meditazione. Il suo scopo è quello
di rendere la mente calma e pacifica. Se la mente è pacifica, saremo liberi
da preoccupazioni e disagi mentali, e così potremo provare la felicità vera;
ma se la mente non è pacifica, troveremo molto difficile essere felici,
anche se stessimo vivendo nelle migliori condizioni. Se ci addestriamo nella
meditazione, la nostra mente diverrà gradualmente sempre più pacifica e
noi sperimenteremo una forma di felicità sempre più pura. Alla fine ci sarà
possibile rimanere in uno stato continuo di felicità, anche nelle circostanze
più difficili.
Di solito troviamo difficile controllare la nostra mente, che sembra essere
come un palloncino nel vento, spinta qua e là dalle circostanze esterne.
Se le cose vanno bene, la mente è felice, ma se vanno male, diventa immediatamente
infelice. Se per esempio riusciamo ad avere ciò che vogliamo, un oggetto
o un'amicizia nuova, diventiamo eccitatissimi e ci aggrappiamo con forza
a queste cose; ma dal momento che non possiamo avere tutto quello che desideriamo,
e poiché ci dovremo inevitabilmente separare dagli amici e dagli oggetti
di cui godiamo attualmente, questa vischiosità mentale, o attaccamento,
serve solo a causarci dolore. D'altra parte, se non riusciamo ad avere ciò
che vogliamo, o se perdiamo qualcosa che ci piace, ci abbattiamo o ci irritiamo.
Se, ad esempio, fossimo costretti a lavorare con un collega non gradito,
probabilmente ci scopriremmo nervosi e risentiti, col risultato di non riuscire
a lavorare insieme in modo efficiente, e di rendere il tempo speso sul lavoro
stressante e non remunerativo.
Queste oscillazioni di umore sorgono perché siamo coinvolti troppo da vicino
dalle situazioni esterne. Siamo come un bambino che costruisca un castello
di sabbia, che si senta eccitato appena lo ha terminato, ma rimanga sconvolto
vedendolo distruggere dal sopraggiungere della marea. Per mezzo dell'addestramento
nella meditazione, creiamo uno spazio interiore e una chiarezza che ci rendono
capaci di controllare la mente senza essere più influenzati dalle circostanze
esterne. Gradualmente sviluppiamo un equilibrio mentale, una mente stabile
che è felice in continuazione, anziché una mente non equilibrata che oscilla
fra gli estremi dell'eccitazione e dello scoraggiamento.
Se ci addestriamo in modo sistematico nella meditazione, saremo capaci,
alla fine, di sradicare dalla mente tutte le perturbazioni mentali, che
sono la causa dei problemi e delle sofferenze che abbiamo. In tal modo giungeremo
a provare la pace interiore permanente, conosciuta come 'liberazione' o
'nirvana', e quindi, sia di giorno sia di notte, in tutte le nostre esistenze
future, sperimenteremo solo pace e felicità.
La meditazione è un metodo per familiarizzare la nostra mente con la virtù;
è una mente che analizza o si concentra su un oggetto virtuoso. Un oggetto
virtuoso è quello che produce lo sviluppo di una mente pacifica quando lo
analizziamo o ci concentriamo su di esso. Se contempliamo un oggetto ed
esso ci causa invece lo sviluppo di una mente non pacifica, come la rabbia
o l'attaccamento, questo indica che quell'oggetto è non virtuoso. Ci sono
anche molti oggetti che non sono né virtuosi né non virtuosi, ma neutri.
Esistono due tipi di meditazione: analitica e collocata. La prima consiste
nella contemplazione del significato delle istruzioni del Dharma che abbiamo
ascoltato o letto. Contemplando profondamente queste istruzioni, alla fine
raggiungeremo una conclusione definitiva, o sorgerà in noi uno specifico
stato mentale virtuoso. Questo è l'oggetto della nostra meditazione collocata.
A questo punto ci concentriamo univocamente su questa conclusione, o su
questo stato mentale virtuoso, il più a lungo possibile, in modo da svilupparne
con esso una profonda familiarità. Questa concentrazione univoca è la meditazione
collocata. Spesso con il termine di 'contemplazione' ci riferiamo alla meditazione
analitica, e con quello di 'meditazione' alla meditazione collocata. La
meditazione collocata dipende dalla meditazione analitica, e la meditazione
analitica dipende dall'ascolto o dalla lettura delle istruzioni del Dharma.
Il primo stadio della meditazione è frenare le distrazioni e rendere la
nostra mente più chiara e più lucida. Tale stadio può essere portato a compimento
per mezzo della pratica di una semplice meditazione sul respiro. Scegliamo
un posto tranquillo per meditare, e quindi sediamoci in una posizione comoda.
Possiamo usare la posizione tradizionale a gambe incrociate o qualsiasi
altra che per noi sia confortevole; se vogliamo possiamo sederci su di una
sedia. La cosa più importante è mantenere la schiena diritta per impedire
che la mente diventi pigra o assonnata.
Sediamoci tenendo gli occhi parzialmente chiusi e dirigendo l'attenzione
verso il respiro. Respiriamo in modo naturale, preferibilmente dalle narici,
senza tentare di controllare il respiro, e quando l'aria entra ed esce attraverso
le narici, cerchiamo di diventare consapevoli della sensazione che il respiro
produce. Questa sensazione è il nostro oggetto di meditazione. Concentriamoci
su di essa escludendo qualsiasi altra cosa.
All'inizio la nostra mente sarà occupata da molti pensieri, e potremmo avere
l'impressione che con la meditazione si stia riempiendo ancor di più; ma
in realtà stiamo solamente diventando più consapevoli di quanto affollata
effettivamente essa sia. Saremo fortemente tentati di seguire i diversi
pensieri che sorgono, ma dovremmo resistere a questo, e rimanere focalizzati
univocamente sulla sensazione del nostro respiro. Se scopriamo che la mente
sta vagando e segue i pensieri, dovremmo immediatamente farla ritornare
sul respiro. Possiamo ripetere questo processo per tutto il tempo necessario,
fino a che riusciremo a farla posare sul respiro.
Praticando pazientemente in questo modo, i pensieri distraenti gradualmente
diminuiranno, e noi proveremo una sensazione di pace interiore e di rilassamento.
La mente si sentirà lucida e spaziosa e noi ci sentiremo rinvigoriti. Quando
il mare è mosso, i sedimenti vengono agitati e l'acqua s'intorbidisce, ma
quando i venti calano, il fango si deposita gradualmente sul fondo, e l'acqua
diventa chiara. Allo stesso modo, quando il flusso incessante dei pensieri
che ci distraggono si calma, attraverso la concentrazione sul respiro, la
mente diventa insolitamente lucida e chiara. Dovremmo rimanere allora in
questo stato di calma mentale per un po' di tempo.
Anche se la meditazione sul respiro è solo uno stadio preliminare della
meditazione, può essere molto efficace. Possiamo vedere che con essa è possibile
provare pace interiore e appagamento solo controllando la mente, senza dover
dipendere per nulla da condizioni esterne. Quando la turbolenza dei pensieri
che distraggono si affievolisce e la mente si calma, sorgono spontaneamente
in noi una profonda felicità e appagamento. Questa sensazione di appagamento
e di benessere ci aiuta ad affrontare le attività e le difficoltà della
vita di ogni giorno. Gran parte dello stress e della tensione che proviamo
normalmente sorge dalla nostra mente, e molti dei problemi che sperimentiamo,
inclusa la malattia, sono causati o aggravati da questo stress. Anche solo
facendo meditazione sul respiro per dieci o quindici minuti al giorno, potremo
ridurre questo stress. La nostra mente sarà pervasa da una sensazione di
calma e di spazio, e molti dei nostri problemi consueti svaniranno. Le situazioni
difficili diventeranno facili da affrontare, proveremo spontaneamente del
calore verso gli altri e saremo ben disposti nei loro confronti, cosicché
le nostre relazioni miglioreranno.
Dovremmo addestrarci in questa meditazione preliminare fino ad ottenerne
qualche esperienza; ma se vogliamo acquisire una pace interiore permanente
e immutabile, e diventare totalmente liberi dai problemi e dalla sofferenza,
è necessario andare oltre la semplice meditazione sul respiro e intraprendere
forme di meditazione più vicine alla vita quotidiana, come il ciclo delle
ventuno meditazioni del Lamrim, spiegate nel Manuale di meditazione. Quando
facciamo queste meditazioni, iniziamo calmando la mente con la meditazione
sul respiro, e quindi passiamo agli stadi della meditazione analitica e
collocata secondo le specifiche istruzioni di ciascuna meditazione. Alcune
di esse verranno presentate successivamente in questo libro.