Secondo l'accezione più vasta del termine, "meditare" significa dirigere
ripetutamente l'attenzione su un'immagine, una parola o un tema allo scopo
di calmare la mente e riflettere sul significato dell'oggetto prescelto.
Nella pratica buddhista della "meditazione di consapevolezza", l'attenzione
focalizzata ha anche un altro scopo - approfondire la comprensione della
natura della mente. A tal fine la funzione dell'oggetto di meditazione è
fornire un punto di riferimento stabile che faciliti l'emersione di inclinazioni
altrimenti celate dall'attività superficiale della mente.
Il Buddha esortava i suoi discepoli a prendere come oggetto di meditazione
il proprio corpo e la propria mente. Un oggetto frequentemente utilizzato,
ad esempio, è la sensazione associata all'inspirazione e all'espirazione
nel corso del naturale processo respiratorio.
Sedersi in silenzio prestando attenzione al respiro porta, col tempo, allo
sviluppo di chiarezza e calma. In questo stato mentale è possibile discernere
più chiaramente tensioni, aspettative e umori abituali, e scioglierli con
l'esercizio di un'investigazione delicata e al tempo stesso penetrante.
Il Buddha ha insegnato che è possibile sostenere la meditazione nel corso
dell'attività quotidiana, e non solo quando si siede immobili in un certo
luogo. Si può portare l'attenzione sul movimento del corpo, sulle sensazioni
fisiche o sul flusso di pensieri e sentimenti che si avvicendano nella mente.
Questa attenzione dinamica si definisce 'presenza mentale', o consapevolezza.
Il Buddha spiegò che la presenza mentale si esprime in un'attenzione serena
ed equanime. Benché centrata sul corpo e sulla mente, è un'attenzione spassionata,
non vincolata ad alcuna specifica esperienza fisica o mentale. Questo distacco
è un precursore di ciò che il Buddha chiamò Nibbana (o Nirvana) - una condizione
di pace e felicità indipendente dalle circostanze. Il Nibbana è uno stato
"naturale", ossia non è qualcosa che dobbiamo aggiungere alla nostra vera
natura; è il modo di essere della mente quando è libera dall'ansia e dalle
abitudini dettate dalla confusione. Così come un sogno si dilegua spontaneamente
al risveglio, allo stesso modo la mente che si rischiara per effetto della
consapevolezza non è più offuscata da pensieri ossessivi, dubbi e preoccupazioni.
Tuttavia, sebbene la consapevolezza sia lo strumento principale, in genere
c'è bisogno di indicazioni su come fondare un approccio obbiettivo all'osservazione
di se stessi e su come valutare ciò che la consapevolezza rivela. E' la
funzione degli insegnamenti che mirano allo sviluppo della saggezza, o discernimento.