Come meditare. Mettiti seduto. Immobile, la schiena dritta. Chiudi delicatamente
le palpebre. Sii, rilassato ma vigile.
Inizia a ripetere silenziosamente un’unica parola: noi suggeriamo il mantra
"maranàtha".
(Il mantra ‘maranatha’, che era la preghiera raccomandata da John Main alle
persone che intraprendevano la meditazione, è la più antica preghiera cristiana
(significa ‘Vieni Signore’) in aramaico, la lingua di Gesù, utilizzata da
S.Paolo alla fine della prima Lettera ai Corinzi (16:22) e ritrovata nelle
prime liturgie cristiane.)
Recitalo scandendo le quattro sillabe di pari lunghezza. Ascoltale mentre
le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare
nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma
tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con
fedeltà, umiltà e semplicità, dall’inizio alla fine della tua meditazione.
Ascoltati mentre lo ripeti sommessamente, senza posa. Non pensare o immaginare
alcunché di spirituale od altro: se si dovessero presentare alla mente pensieri
o immagini, considerale distrazioni dalla meditazione. In tal caso, torna
a ripetere semplicemente la parola prescelta. Medita ogni mattino ed ogni
sera, per un tempo variabile dai venti ai trenta minuti.
La tradizione cristiana ha fatto nascere ed elaborare un tipo di meditazione
che ancora oggi è praticata in alcune parti del mondo cristiano come in
certi monasteri nel monte Athos o in Romania. Sono stati elaborati squisiti
metodi di preghiera che non hanno nulla a cui invidiare ai metodi orientali.
Gli scritti più preziosi sono stati raccolti nella famosa
Filocalia
(Amore della Bellezza), un'antologia, miniera preziosa per chi voglia approfondire
il tema. Anche nella nostra civiltà occidentale vi è una buona scuola di
mistica, ma purtroppo mancano i corsi elementari e ne possiamo comprendere
il perché.
Tutti sentiamo quell'impulso, quel bisogno di innamorarci, che riempia il
nostro cuore e la meditazione profonda occidentale può essere l'incontro
con il grande oggetto d'Amore. Le forze superiori che spesso etichettiamo
semplicemente con Dio e sulle quali proiettiamo le nostre fantasie infantili,
per l'incapacità d'incontrare e rispettare il "mistero", sono appunto l'oggetto
evocato nella meditazione. Dobbiamo raccoglierci e fare attenzione e silenzio
e lasciar sviluppare le nostre potenzialità senza lasciarle atrofizzare.
Ciò avviene nei mistici, dove, per esempio, un abitante della foresta può
essere in grado di attivare questa sensibilità in modo maggiore di una qualsiasi
persona colta. Ma c'è di più: per sviluppare la meditazione profonda e raggiungere
i più alti gradi, bisogna imparare a sviluppare l'immaginazione, la memoria
e l'intuizione ... quella formidabile forza che è la capacità di concentrazione
che sta alla base dell'impresa.
La meditazione profonda s'incontra con l'Infinito, ed i benefici fisici
e psichici dovrebbero venire in sovrappiù, o meglio non essere contemplati,
ricercati, richiesti. La meditazione profonda cristiana è l'incontro con
il Tutto ed è l'amore del tutto in Noi che si manifesta come stato di Grazia,
capace di attivare in ognuno un percorso di crescita spirituale fino a farci
arrivare alla perfezione che sarà il compimento della nostra vita di persona
libera. Questa grazia si può anche toccare, la possiamo prendere per mano:
la nostra anima.
La nostra tradizione occidentale non ha mai insistito sull'utilità delle
tecniche necessarie al fine di attivare una buona "preghiera" ... o meditazione.
La preghiera-meditazione per avere il giusto effetto, deve sorgere spontanea,
naturale, quasi come sfogo del nostro Amore verso l'Infinito Mistero, senza
tante regole e metodi. Facendo così, si domina la mente con i suoi interminabili
flussi di ricordi, immagini e preoccupazioni. Invece, (secondo altre tradizioni)
concentrandosi su Dio, ci si perde in un mare di distrazioni, mancando il
punto di apertura del canale ricettivo.
Oltre la preghiera spontanea, i maestri di mistica occidentale (fra cui
San Giovanni della croce) insistono sulla necessità che chi prega faccia
vuoto dentro di se, portando la quiete dei sensi, l'immaginazione ed anche
il particolare pensiero. Le particolari tecniche che servono a far silenzio
e concentrarne l'attenzione e la devozione sono le premesse indispensabili
per venire a contatto con la Grazia, che mai potrà abbandonarci quando noi
cerchiamo effettivamente senza imbrogli il Signore Nostro all'interno della
Preghiera.
Il nostro sincero sforzo è far nascere il vuoto ed il Silenzio interiore,
dopo di che, con la libera preghiera, Dio farà sicuramente la sua comparsa,
la sua parte. La meditazione profonda cristiana non accantona quindi nessuna
pratica, in sostanza non butta via niente ... Il culmine della meditazione
profonda è l'estasi, inaccessibile alla sola volontà, perché è dono di Grazia.
Nessuna spiegazione può esprimere interamente questa condizione, neppure
il termine Samadhi, perché trascende l'esperienza umana quotidiana. E' il
vento e Fuoco dello Spirito trasformatore.