La pratica della presenza mentale - Thich Nhat Hanh
La pratica della presenza mentale insegnata dal maestro
di meditazione dhyana (chan in cinese, thien in vietnamita e zen in giapponese)
Thich Nhat Hanh sottolinea il ritorno al respiro consapevole, in ogni istante
della propria vita, per potersi fermare (samatha) e guardare in profondità
(vipasyana). La meditazione seduta, ma anche la meditazione camminata, la
meditazione del lavoro, la meditazione del pasto, la consapevolezza nel
mettersi in comunicazione con gli altri, sono alcuni dei mezzi abili per
poter assumere uno stile di vita "meditativo".
Thich Nhat Hanh esorta inoltre a essere totalmente attenti e consapevoli
in tutti i momenti della giornata - sia quando si lavora che quando si cucina,
si lavano i piatti o si va in bagno - e a fare attenzione ai piccoli richiami
che ci aiutano a far tornare al "qui e ora" la mente sempre distratta. Ogni
volta che suona una campana o il telefono si respira tre volte, con la raccomandazione
di sorridere (anche se si è tristi, perché il sorriso influisce sullo stato
d'animo), e si recita in silenzio una breve poesia:
"Ascolta, ascolta
questo suono meraviglioso
mi riporta
alla mia vera casa."
Anche il semaforo rosso può diventare un amico che ci ricorda di fermarci
e ritornare a noi stessi.
Meditazione Seduta
Sedere in meditazione è come ritornare a casa per dare piena attenzione
al nostro sé e prendercene cura. Possiamo irradiare pace e stabilità proprio
come il Buddha nelle molte immagini che lo ritraggono. Sediamo in posizione
eretta con grande dignità e ritorniamo al nostro respiro. Portiamo piena
attenzione a ciò che è in noi e a ciò che ci circonda. Lasciamo che si crei
spazio nella nostra mente e che il nostro cuore diventi leggero e tranquillo.
La meditazione seduta è di enorme beneficio. Ci accorgiamo che possiamo
tranquillamente stare con ciò che è in noi - dolore, rabbia, irritazione,
o gioia, amore e pace. Stiamo con quello che c'è senza esserne trasportati
via. Lo lasciamo venire, lo lasciamo rimanere e, poi, lo lasciamo andare.
Non c'è alcun bisogno di scacciare, di reprimere o di fare finta che i nostri
pensieri non ci siano. Osserviamo i pensieri e le immagini della nostra
mente con occhio amorevole e con accettazione. Abbiamo la libertà di starcene
fermi e calmi nonostante le tempeste che possono sorgere in noi.
Se durante la seduta le gambe o i piedi si addormentano, sentiti libero
di modificare dolcemente la posizione. Puoi continuare a seguire il respiro
e, lentamente e con attenzione, cambiare posizione. Che tu sia seduta su
un cuscino, un panchetto, una sedia, o direttamente sul pavimento, siedi
in modo da stare comoda. Cerca, senza sforzarti troppo, di tenere la schiena
diritta, in modo che l'aria possa entrare e uscire con facilità dai polmoni
e dal diaframma. Se possibile, inspira ed espira attraverso le narici, respirando
in modo dolce e impercettibile.
Meditazione Camminata all'Interno
Tra una sessione di meditazione seduta e l'altra, per sciogliere un po'
il corpo e per praticare la consapevolezza in movimento, pratichiamo Kinh
Hanh, una meditazione camminata lenta. Camminiamo insieme, in senso orario,
facendo un passo a ogni inspirazione e uno a ogni espirazione. Prova a portare
l'attenzione al contatto dei piedi con il pavimento. Puoi iniziare a camminare
con il piede sinistro, inspirando e dicendo in silenzio `inspiro'. Poi,
quando il piede destro avanza e tocca il pavimento, puoi dire dentro di
te`espiro'.
Meditazione Camminata all'Aperto
Ovunque camminiamo, possiamo praticare la meditazione camminata. Ciò
significa semplicemente sapere che stiamo camminando: lo scopo della meditazione
camminata è solo camminare, essere nel momento presente, consapevoli del
nostro respiro e del nostro camminare. Non c'è bisogno di arrivare da nessuna
parte. Camminiamo liberi e stabili, senza fretta. Siamo presenti ad ogni
passo. E quando desideriamo parlare, ci fermiamo e diamo piena attenzione
all'altra persona, alle nostre parole e all'ascolto.
Camminare in questo modo non dovrebbe essere un privilegio. Dovremmo poterlo
fare in qualsiasi momento. Ci guardiamo attorno e vediamo quanto vasta sia
la vita, vediamo gli alberi, le nuvole bianche e il cielo senza limiti.
Ascoltiamo il canto degli uccelli. Sentiamo la freschezza della brezza.
La vita ci circonda e noi siamo vivi, in buona salute e in grado di camminare
in pace.
Camminiamo come persone libere e sentiamo i nostri passi farsi più leggeri.
Godiamo di ogni passo che facciamo. Ogni passo ci nutre e ci guarisce. Camminando,
lasciamo l'impronta della nostra gratitudine sulla terra.
Camminiamo più lentamente del solito, anche se un po' più veloci di quando
facciamo kin hanh nella sala di meditazione. Nel camminare, coordiniamo
il respiro con i passi. Nel far questo può esserci d'aiuto l'uso di una
gatha. Facciamo due o tre passi per ogni inspirazione ed espirazione:
Sono arrivato (inspirando); Sono a casa (espirando)
Nel qui (inspirando); E ora (espirando)
Se camminiamo in salita è probabile che i polmoni richiedano di fare due
passi a ogni inspirazione e due passi a ogni espirazione. Adattiamo dolcemente
la pratica alla richiesta dei nostri polmoni, in qualunque momento, qualunque
essa sia. Scrolliamoci di dosso ogni preoccupazione e ansia.
Camminando potresti voler stringere la mano di un amico e sentire così tutta
la felicità per la sua presenza accanto a te. Di quando in quando, vedendo
qualcosa di bello - un albero, un fiore, un farfalla - vorrai fermarti ad
osservare meglio. Nel guardare, continua a seguire il respiro, in modo da
non essere catturato dai tuoi pensieri e perdere così la vista di quel bel
fiore.