Vi riporto un bell'appunto che mi sembra, al contrario di tante disquisizioni enciclopediche, sintetico, utile e ben fatto.
Il Kumbha Mela è la festa religiosa più sentita dell'India Si svolge
ogni tre anni a rotazione in quattro città: Hardwar, Ujjain, Nasik e Allahabad.
La maggior parte dei fedeli non proviene dalle città, ma dai villaggi, proprio
quelli che Ghandi vedeva come il cuore e l'anima della civiltà indù. I contadini,
almeno una volta nella vita, interrompono il loro duro lavoro e partono
per questi lunghi viaggi che, se non garantiscono la liberazione definitiva
dal ciclo delle rinascite, hanno almeno la capacità di influire sul karma
(destino, ruota delle successive incarnazioni), per determinare una rinascita
più felice, in una condizione superiore. La storia della festa, come tutte
le storie indù, non è totalmente chiara.
"Kumbha" significa recipiente o urna, e "Mela" equivale a festa. Secondo
la versione più accreditata la festa celebra la vittoria finale degli dèi
sui demoni, ed è uno dei momenti più sacri e gioiosi dell'induismo.
Il Kumbha Mela è di origine antichissima: nel 302 a.C. lo storico greco
Megastene racconta il suo soggiorno di 72 giorni alla Kumbha Mela di Prayaga,
dove parteciparono due milioni e mezzo di persone. Poi nel VII secolo l'imperatore
Harsha invitò al Kumbha Mela il viaggiatore cinese Hieun Tsang; ma questa
festa venne descritta anche da Mark Twain (1895) nel suo More Tramps Abroad,
dove racconta delle moltitudini impolverate che camminano sotto il sole
con grande passione e determinazione per recarsi all'appuntamento spirituale,
dei "fachiri", degli asceti dediti a vari tipi di penitenze e austerità,
e della processione di Yogi nudi (Naga Baba) che costituiscono il gruppo
di pellegrini più rispettato e temuto.