ENZO BIAGI: Come prima cosa vorrei chiederti qual è il tuo insegnamento.
OSHO: Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non do nessuna
filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho
un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il
mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa
è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati
a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato
dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce
innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti,
coi quali vive poi tutta la vita. In questo modo si vive una vita fasulla;
non è autentica, non è onesta perché non ti appartiene. Non hai scoperto
tu le cose che tenti di vivere... ecco perché, come prima cosa, aiuto la
gente a liberarsi da tutti i suoi condizionamenti. Chi viene da me, anche
se è cristiano, non lo sarà più; anche se è un hindu, non lo sarà più; anche
se è mussulmano, non lo sarà più. Io mi limito a ridare a ciascuno la propria
innocenza, la propria umanità, la propria purezza, la propria individualità.
Il mio lavoro tende essenzialmente a distruggere i condizionamenti di quanti
vengono da me. Ed è un lavoro semplicissimo, perché nessuno di quei condizionamenti
ha basi logiche, nessuno si fonda sull'intelligenza. Sono tutte superstizioni,
sorrette da impalcature logiche, ma quella logica è falsa. Non esiste nulla
di autentico. Ad esempio, tutte le religioni si fondano sulla menzogna più
grande che esista al mondo: Dio. Nessuna religione è riuscita a dimostrare
in maniera logica e scientifica la sua esistenza; tuttavia, tutte continuano
a inculcare in ogni bambino l'idea di Dio. E’ semplicissimo eliminarla:
si deve solo far vedere a chi ti sta di fronte che si tratta di un'idea
imposta. La tua intelligenza non l'ha mai accettata. Viceversa si tratta
di una corruzione della tua innocenza da parte di genitori, insegnanti,
preti, che con la logica ti hanno plagiato. Tutte le religioni affermano
che Dio è necessario, altrimenti chi avrebbe creato l'esistenza? C'è l'esistenza,
quindi ci deve essere un creatore. Senza un creatore, come può esistere
la creazione? Ma poi non vanno oltre. Una persona intelligente andrebbe
oltre e chiederebbe: "Ma in questo caso, chi ha creato Dio?" Se Dio esiste
senza che esista un creatore, dove va a finire la vostra logica? L'esistenza
ha bisogno di un creatore, ma il creatore no? Non è logico. Questo non è
altro che un'ingannevole manipolazione dell'innocenza umana; un bambino
non è in grado di mettersi a discutere. Si limita ad accettarla come un
dato di fatto. Mi ricordo un aneddoto molto bello. All'università di Parigi
insegnava un professore di filosofia un po' eccentrico, cosa non rara. Era
preside della facoltà ed era sua abitudine fare affermazioni assurde, finché
un giorno superò ogni limite. Iniziò la lezione dicendo: "lo sono l'uomo
più importante del mondo intero".
Era troppo! Uno studente si alzò e disse: "Sei un grande filosofo, un logico
eccezionale, per cui devi dimostrare logicamente ciò che hai detto". Il
professore non solo era pronto, ma ne fu felice. Srotolò un planisfero e
chiese: "Qual è la nazione più grande del mondo?" Tutti, ovviamente, risposero:
"La Francia!" il professore rise, senza che gli studenti ne capissero il
motivo. Quindi proseguì, chiedendo: "E in Francia qual è la città più sacra,
la più importante?" In coro risposero: "Parigi.. E la più bella!" Di nuovo
rise. Gli studenti si sentirono a disagio. Probabilmente stava guidandoli
verso conclusioni logiche a loro sconosciute, che ancora non vedevano.
La domanda successiva fu: "E qual è il luogo più importante nella città
più bella del mondo?" "L'università ovviamente, il tempio della saggezza",
fu la risposta. Di nuovo il professore rise e chiese: "E quale facoltà è
la più importante nell'università?" Gli studenti si trovarono in trappola.
Riconobbero che aveva costruito un'argomentazione artificiale. Sembrava
logica senza esserlo... a quel punto dovettero dire: "La nostra facoltà
naturalmente". La risata finale fu fragorosa: "Ora capite perché ho detto
che sono la persona più importante del mondo? Io sono il preside di questa
facoltà".
Tutti gli argomenti riguardanti Dio, il paradiso, l'inferno, seguono la
stessa linea. Il mio lavoro tende a distruggere la falsa struttura della
logica, a quel punto le vostre fondamenta iniziano a sgretolarsi, scompaiono
le vostre mitologie, lasciandovi uno spazio incontaminato, da cui sorge
la vostra individualità. A quel punto non sei più parte di una folla. Il
mio lavoro fondamentale è questo: renderti un individuo, non un semplice
ingranaggio dei sistema, non una particella della massa. Voglio darti un'integrità,
una libertà dell'anima, in modo tale che tu non sia più vittima di alcuna
schiavitù, detta cristianesimo, induismo, ebraismo: per la prima volta sarai
semplicemente te stesso. A quel punto entrerà in gioco la tua ricerca della
verità, la tua indagine nella verità. E ricorda, tutte le risposte che ti
sono state date da altri non potranno mai salvarti. Solo la tua risposta,
quella che troverai con le tue mani, con la tua ricerca, potrà liberarti
dall'ignoranza, dall'infelicità, dall'angoscia. Io non ho insegnamenti.
Offro solo espedienti, stratagemmi. Non sono un insegnante, sono un Maestro.
Gli insegnanti offrono insegnamenti, i Maestri possiedono espedienti, stratagemmi,
metodologie per trasformare la gente.
BIAGI: Perché sei stato arrestato in America e poi sei stato costretto ad
andartene?
OSHO: Perché Socrate fu avvelenato? Perché Gesù fu crocefisso? Perché tante
volte si attentò alla vita di Buddha? A me non hanno fatto un gran male,
si sono limitati ad arrestarmi senza un mandato, senza spiegarmene il motivo,
senza permettermi di chiamare i miei avvocati, come era mio diritto. Non
risposero alle mie domande, la sola risposta evidente erano quei dodici
fucili carichi che mi erano stati puntati contro. In ogni caso, quell'esperienza
mi ha divertito. Sono stati molto più gentili con me di quanto non furono
con Socrate. Non mi hanno avvelenato. Sono stati molto più gentili con me
di quanto non furono con Gesù. Non mi hanno crocifisso. Si sono limitati
a maltrattarmi per dodici giorni spostandomi da un carcere all'altro. Di
fatto è stata un'esperienza eccezionale: ho sempre desiderato visitare l'inferno,
sebbene non esista. L'America mi ha concesso l'opportunità di visitarlo.
Ma dopo dodici giorni, poiché non esisteva alcuna accusa contro di me, visto
che non ho mai fatto del male a nessuno, non ho mai commesso crimini...
il mio solo crimine è stato di aver creato una comune in cui cinquemila
persone vivevano così felici e così festanti che quella felicità e quella
beatitudine suscitarono la gelosia dei vicini, dei politicanti e in particolare
dei cristiani. I cristiani sono venuti in Oriente e hanno convertito milioni
di persone al cristianesimo. Ora, per la prima volta, qualcuno sottraeva
migliaia di cristiani al loro gregge, senza che loro potessero fare qualcosa...
Inoltre, la gente convertita in Oriente non era istruita, erano sempre gli
analfabeti, i poveri, mai gli strati più elevati della società. In Oriente
i cristiani hanno convertito mendicanti, aborigeni, tribù primitive, orfani,
gente che stava morendo di fame per le strade. Mai sono riusciti a convertire
un solo intellettuale, una sola persona intelligente, in tutto l'Oriente!
Ovviamente si sentirono tremendamente offesi, perché io non convertivo mendicanti,
orfani, bensì le loro menti migliori, convertivo solo l'intelligentzia.
E non la convertivo a un'altra religione: sarebbe facile toglierti di mano
un giocattolo per dartene uno nuovo. Tutti sono felici di avere un giocattolo
nuovo. Quello vecchio era ormai sporco, consumato, andava in pezzi, è stato
usato da un'infinità di persone per secoli... è molto più bello trovarsi
in mano un giocattolo nuovo. Ma io non convertivo questa gente a un'altra
religione: mi sono limitato a deprogrammarla... Dunque, sono stati i cristiani
alle spalle dei politici a spingerli perché venissi scacciato dagli Stati
Uniti. Questa è la prova di quanto sia povera la teologia cristiana, altrimenti
sarebbero usciti allo scoperto: io ero pronto a discutere su tutto ciò che
volevano. La mia espulsione dagli Stati Uniti dimostra quanto sia povera
di argomenti la teologia cristiana. Se avessero avuto coraggio, mi avrebbero
invitato a una discussione pubblica. Sapevano, purtroppo di non avere argomenti
validi a loro sostegno. Per cui misero in atto un piano criminale per arrivare
a espellermi. Ma tutto questo non mi fermerà. Ovunque sarò, continuerò ad
attuare il mio metodo. Non possono espellermi da questo pianeta! La mia
espulsione non è altro che un segno di sconfitta del cristianesimo, della
grande potenza, gli Stati Uniti d'America: non riuscirono a trattare con
un individuo, che da solo, senza appoggio di eserciti, si era posto loro
davanti, con il solo scopo di proporre un modo nuovo di guardare le cose.
Hanno preferito restare ciechi. Ma è l'esperienza di tutta la mia vita:
io vendo candele in una città di ciechi! Non è colpa loro se sono in collera
con me. E’ un mio errore, ma sono impotente, non posso fare altro: lo commetto
e continuerò a commetterlo fino a quando esalerò l'ultimo respiro.
BIAGI: Come avete fatto tu e la tua comune a diventare tanto ricchi?
OSHO: Io non ho fatto nulla per arricchirne. Solo chi è ricco è attratto
da me; perché solo le persone intelligenti sono attirate da me. Devi capire
che esiste una gerarchia di valori.
Non chiedi mai: "Come mai un povero non è attirato dai dipinti di Picasso?"
né chiedi: "Come mai un mendicante non si interessa alla musica di Mozart?"
Tuttavia si continua a chiedere come mai solo i ricchi, persone colte, intelligenti,
istruite, sono attratte da me. La religione è il lusso supremo. Ovviamente,
ne saranno attratte solo le persone che se lo possono permettere. Non si
adatta al povero, il povero non ha bisogno di religione. E in nome della
religione al povero sono stati dati solo oppio e consolazioni. In nome della
religione al povero è stato dato qualcosa di falso, un surrogato. Al povero,
che sta morendo di inedia, che è malato, stanco, non si addice la vera religione.
Non gli è possibile interessarsi ai voli della consapevolezza. Vuole qualcosa
da mangiare, vuole una casa, degli abiti. Fa freddo, è nudo e tu gli parli
di meditazione e di consapevolezza? Gli vai a parlare di come conseguire
le vette supreme dell'essere? E’ semplicemente assurdo! Quindi, non è vero
che la mia gente si è industriata per arricchirsi.. In realtà chiunque venga
a me è già ricco. E per quello che viene da me: la religione ha inizio solo
quando sei stufo della tua ricchezza, quando possiedi tutto ciò che il denaro
ti può dare e tuttavia ti ritrovi vuoto. Hai tutto ciò che puoi possedere,
tuttavia scopri che ti manca qualcosa che il denaro non è in grado di darti,
per cui devi cercare altre strade. Quando il denaro ti ha dato tutto, quando
tocchi il fondo delle sue capacità, il gioco finisce: presto inizi a esserne
annoiato e stanco. A quel punto o ti suicidi, oppure inizi una ricerca che
ti può condurre a un uomo come me. Io attraggo i ricchi e non fornisco nessun
oppio a chi viene da me, ragion per cui il mio stile di vita non si addice
al povero.
BIAGI: Come spieghi l'effetto carismatico che hai sulla gente?
OSHO: E’ molto semplice. Io non sono un politicante. Gli uomini politici
esprimono in parole ciò che la gente desidera sentire. Io esprimo con le
parole la mia esperienza. Senza preoccuparmene se piace o non piace a chi
mi ascolta.. Quando parlo, parlo con tutto il mio cuore, senza rispettare
affatto le tue reazioni. La mia è semplicità, onestà. Non cerco in nessun
modo di influenzarti. Non ho affatto il desiderio di convertirti. Mi limito
a condividere la mia esperienza e questo mi diverte, mi allieta. Al mondo
troverai persone interessate a te solo perché vogliono convertirti. Non
troverai persone che abbiano il semplice desiderio di condividere con te
il loro cuore e la loro anima. Non so cosa sia il carisma, perché non ho
mai incontrato nessuna personalità carismatica, nel mondo intero. Non mi
interessa influenzare nessuno.. Mi rende incredibilmente felice condividere
con te la mia visione. E forse la mia schiettezza, la mia verità, l'autorità
che traspare dietro alle mie parole, hanno su di te un effetto carismatico.
E quando parlo di 'mia autorità', questo non significa che sono una persona
autoritaria. Esiste una differenza abissale che deve essere ricordata. Un
uomo autoritario ha sempre un'autorità fittizia. Quando Gesù dice: "Ascoltami,
perché le mie parole vengono da Dio", parla in modo autoritario. Usa il
nome di Dio per rafforzare la propria autorità, Quando il papa parla, parla
in nome di Gesù Cristo. E' autoritario. Io non lo sono, perché non parlo
in nome di nessuno. Non ho Dio che mi sostiene, né una sacra bibbia. Parlo
semplicemente per esperienza personale; e questo mi dà un'incredibile autorità..
Forse, tutte queste qualità sommate, l'autorità che si intravede dietro
le mie parole, la mia esperienza, il mio desiderio di non influenzarti,
la schiettezza con cui espongo la verità, la mia riconoscenza a te, che
mi ascolti... non sei tu a dovermi riconoscenza. Io ti sono riconoscente,
perché mi hai dato l'opportunità di alleggerirmi il cuore: è carico, come
lo è una nuvola di pioggia; da qualche parte vuole riversare la sua acqua.
Ha la stessa fragranza di una rosa che schiude i suoi petali: desidera una
brezza che porti quanto più lontano possibile il suo profumo... per questo
ti sono riconoscente. Forse è tutto questo ad averti dato l'impressione
del carisma.
Altrimenti io sono un semplicissimo essere umano. Non faccio miracoli, non
trasformo l'acqua in vino, perché non sono un criminale e quello è un crimine:
sofisticare l'acqua! Non rivendico di essere l'unigenito figlio di Dio.
Non dico che devi credere in me; al contrario, ti provoco a pensare, a dubitare,
a essere scettico. Perché so che se dubiti, se ti interroghi, troverai inevitabilmente
la verità che io stesso ho trovato. Solo le persone che dubitano della loro
verità ti forzano a credere, ad aver fede. Perché hanno paura che, se ricerchi
in prima persona, non troverai nessun riscontro di ciò che dicono. Il loro
insistere sulla fede dimostra che loro stessi non sanno. Altrimenti, perché
avere paura del dubbio e della ricerca? Io invito a ricercare, a indagare,
perché so che qualsiasi cosa io dica esiste dentro di te, proprio come esiste
in me.
BIAGI: E’ stato detto che nelle tue comuni esiste un'attività sessuale continua
e frenetica.. E’ vero ? Inoltre, cos'è il sesso e cosa l'amore?
OSHO: Innanzitutto un'attività sessuale continua e frenetica non può esistere.
La biologia lo vieta, non è in tuo potere: quante volte puoi fare l'amore
in una notte? Sai che non può andare avanti all'infinito, esiste un limite
e lo scopri molto presto. Dire che nella mia comunità esiste un'attività
sessuale continua e frenetica è assurdo. In realtà accadevano attività di
ogni tipo e colore e nessuno aveva tempo per attività sessuali. Certo, io
non sono favorevole alla repressione, ma questo non significa che io dica
alla gente di fare una vita dissoluta.
Quando dico di non reprimersi, voglio semplicemente dire: "Ascolta il corpo.
Ha una sua saggezza". Quando mangi, puoi mangiare senza fermarti mai? Sai
benissimo che il corpo ti invia segnali chiarissimi, ti indica senza ombra
di dubbio quando ti devi fermare. E se ascolti il corpo, starai meglio in
salute. Esistono due tipi di estremisti: chi digiuna e non ascolta il corpo
che borbotta per la fame, e chi continua a mangiare anche quando il corpo
si ribella perché è pieno. Ho saputo che in America ci sono trenta milioni
di persone che stanno morendo perché non hanno cibo, né vestiti, né una
casa. E lo stesso numero esatto di persone, trenta milioni, sta morendo
perché mangia troppo! Di certo dobbiamo vivere in un mondo assolutamente
folle. Si dovrebbe capire una cosa elementare e agire di conseguenza: sessanta
milioni di persone stanno morendo a causa di un semplice malinteso. Di solito
si sa quando smettere di mangiare, né si beve senza mai fermarsi: quando
ti sei dissetato, smetti. Come mai il sesso dev'essere un problema?
Esiste un limite... ed è un bene che ci sia! Nella mia comune il sesso è
una cosa naturale, come lo è tutto il resto. Non occorre abusarne, né reprimerlo.
La Via Auréa è la via mediana.
Inoltre, mi chiedi: "Cos'è il sesso e cos'è l'amore?" Il sesso è una funzione
biologica. Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l'uomo ha il privilegio
di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi,
ma l'incontro di due anime. E questo è l'amore. L'amore può contenere in
sé il sesso. Il sesso non può inglobare in sé l'amore. Il sesso è una cosa
minuscola. L'amore è vasto e tremendo. Può esistere anche senza il sesso.
Un rapporto d'amore non deve necessariamente implicare il sesso. Anzi, per
esperienza posso dire che più ci si eleva oltre il sesso e più si inizia
a gioire di una comunione spirituale con un amico, una donna, un uomo. Da
quello stato di comunione il sesso sembra così distante, così vittima della
biologia, se confrontato con la libertà che dà l'amore, con la crescita
e l'espandersi che continua ad avere, che è possibile non desiderare più
di scendere nelle valli oscure della sessualità. Ma io non impongo limiti
di nessun tipo. Dico semplicemente che quando l'amore cresce in profondità,
il sesso impallidisce. E quando l'amore raggiunge la sua estrema fioritura,
il sesso scompare. Diventa una cosa infantile. Pensaci, mettiti in disparte
e guardati fare l'amore. Resterai esterrefatto: tu che fai tutti quegli
esercizi ginnici? Ti sembra stupido, idiota!
L'amore è la vera trasformazione dell'energia sessuale. Ma accade solo quando
accetti il sesso come una cosa naturale. Non potrà mai verificarsi con i
monaci di tutte le religioni del mondo. Sono tutte persone cui manca l'amore.
Non possono amare, perché non si sono neppure addentrate nel sesso.. Hanno
evitato di conoscere l'energia primaria che può essere trasformata in amore;
ragion per cui, possono parlare d'amore, ma i loro discorsi non sono altro
che sacrosante stronzate. Non sanno nulla dell'amore e non lo possono capire.
E’ necessario fare un passo alla volta e il corpo rappresenta il primo passo.
Non lo puoi ignorare, è essenziale perché ha le sue radici nell'esistenza.
Ignorarlo vuol semplicemente dire suicidarsi. Ignorarlo vuol dire aprire
le porte alla perversione. Per cui
tutti i monaci e tutte le suore, di tutte le religioni, sono pervertiti,
per quanto riguarda il sesso. Cercheranno altre scappatoie: diventeranno
omosessuali e lesbiche. E questo è disgustoso....
Le religioni hanno costretto le persone a diventare omosessuali, lesbiche,
a fare l'amore con animali, ma ancora continuiamo a rispettare il celibato.
Dovrebbe essere dichiarato un atto criminale. Nessuno può restare celibe,
perché è contro natura. Devi imparare ad accettare la natura e tramite quell'accettazione
vi è la trascendenza. Vivendo un rapporto fondato sul sesso, probabilmente,
con l'intimità, si creerà qualcosa di nuovo e cioè l'amore. E mentre l'amore
cresce, il sesso si ritira: è la stessa energia che trasmuta, si sposta
in una forma superiore. E quando l'amore raggiunge la sua maturità, il sesso
scompare. Questo è il vero celibato. Tu non fai nulla per ottenerlo. Ti
viene dato in dono dalla natura. Quando affiora come dono naturale dell'esistenza,
ha una sua bellezza incredibile; ma quando te lo imponi produci omosessualità,
finché un giorno spunta anche l'AIDS. Proprio l'altro giorno qualcuno mi
ha detto che Madre Teresa sta aprendo a New York un ospizio per malati di
AIDS: "Sta compiendo una grandissima opera umanitaria, ha commentato chi
me ne parlava. "Non dire assurdità," ho ribattuto, "è questa gente che ha
creato l'AIDS. Se adesso apre ospedali, sanatori, non è altro che un'azione
dettata dal pentimento". Non è affatto un'opera umanitaria. L'intero Vaticano
dovrebbe essere trasformato in un sanatorio per malati di AIDS, visto che
loro ne sono i responsabili. Io mi limito a insegnare ad accettare la tua
natura e attraverso quell'accettazione accadono trasformazioni gigantesche.
Ma sono spontanee, non le si deve forzare. L'amore ha una sua bellezza.
Il sesso è brutto. Il sesso assomiglia alle radici di un roseto: saranno
inevitabilmente brutte. L'amore è simile alle rose... ma quelle radici continuano
a mandare energia alle rose ed è quell'energia che dà vita alle rose, per
cui non dirò mai: "Taglia le radici, perché non sono belle!" Non tagliarle,
aiutale a rafforzarsi e vedrai fiorire migliaia di rose. Allora sperimenterai
ciò che io chiamo amore.
BIAGI: L'ultima domanda, qual'è la tua ricetta per essere felici?
OSHO: Ogni bambino nasce felice. Ogni bambino nasce innocente e meraviglioso.
Ma poi accade qualcosa e tutti quei bambini meravigliosi si perdono; la
loro innocenza viene distrutta. Tutta la loro felicità si trasforma in disperazione.
Osserva un bambino che raccoglie conchiglie sulla spiaggia: è più felice
dell'uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche
il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l'aria salmastra
della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. E’ qui e ora. Non pensa
al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità,
intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa. Il segreto
della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato
di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti. Perché
il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. Vivere nei ricordi,
vivere nell'immaginazione significa vivere una vita non esistenziale; e
vivendo fuori dall'esistenza ti sfugge cosa l'esistenza è. Sarai inevitabilmente
infelice, perché per tutta la vita ti lascerai sfuggire la vita stessa.
Perdi un'occasione dopo l'altra, ma la vita non ti dà due istanti contemporaneamente:
te ne dà solo uno alla volta! E quell'istante può essere vissuto oppure
ce lo si può lasciare sfuggire. Esistono due modi per farselo sfuggire o
ci si lascia appesantire dal passato. Oppure ci si fa attrarre dal futuro...
e l'istante scompare! Ci si lascia sfuggire ciò che è reale desiderando
ciò che reale non è: l'infelicità umana è tutta qui. Io cerco di aiutare
i miei amici a capire una cosa sola: vivi nel presente. In questo istante,
ora, non esiste infelicità, né sofferenza, né angoscia.
Se ti allontani dal presente, entri in un mondo irreale... e l'irrealtà
sarà inevitabilmente fonte di infelicità. La realtà è estatica e il solo
modo per collegarsi al reale è non lasciarsi sfuggire il momento presente.
Se conosci il gusto, se anche una sola volta hai assaporato cosa si prova
a essere nel presente - a volte, mentre guardi un'alba o un tramonto, sii
semplicemente presente, così potrai assaporare il gusto - ti stupirai, ma
possiederai per sempre la chiave che ti introduce nel reale. Una chiave
universale che può aprire tutte le porte dei misteri della vita, delle sue
estasi e delle sue bellezze. Non avete bisogno di un Gesù Cristo che vi
conduca in paradiso; siete in grado di essere in paradiso qui e ora. Perché
il paradiso non è da qualche parte nell'alto dei cieli. E’ qui, da qualche
parte! Mi ricordo di un ateo che in salotto aveva scritto la frase che riassumeva
la sua filosofia: "Dio non é da nessuna parte (nowhere, in inglese, n.d.t.)".
E tutti coloro che andavano a trovarlo non potevano fare a meno di vederla,
ragion per cui da li partiva ogni discussione.... un giorno all'ateo nacque
un figlio, che crebbe fino all'età in cui si impara a sillabare. Un giorno
il bambino era seduto in braccio al padre, fu attratto dalla scritta sul
muro e si mise a leggerla. Riuscì a leggere "Dio", ma "nowhere" era una
parola troppo lunga. Per cui la divise in due e lesse: "Dio è qui ora",
('now here' in inglese, n.d.t.). Il padre rimase sconvolto, non aveva mai
pensato a quella possibilità di lettura... si dice che la sua filosofia
di ateo andasse in frantumi. Iniziò a pensare alle implicazioni di quel
qui e ora. Nel qui e ora non troverai Dio, ma qualcosa di più grande: troverai
un'essenza divina. Questo è il termine che designa l'esperienza suprema
della beatitudine. Ricorda quelle due parole: qui e ora, e conoscerai il
segreto della felicità suprema. Non è mai esistito altro segreto, né mai
ne esisterà un altro. E tutto qui! Ed è semplicissimo, facilmente a portata
di mano di ogni essere umano. Non occorre appartenere a una chiesa o a un'organizzazione.
Non devi portare con te una sacra Bibbia, i Veda, la Gita o il Corano. Devi
solo capire un po' di più la tua mente e le sue funzioni, come agisce. La
mente non è mai nel presente, mentre il tempo è sempre presente; per cui
la mente e il tempo non si incontrano mai. Ecco dov'è la tragedia: a ogni
istante ti sfugge il treno e continuerai a perderlo per tutta la vita. Un
grande mistico stava morendo. I suoi discepoli gli erano vicini e gli chiesero:
"Maestro, qual è il tuo ultimo messaggio?" Il Maestro morente aprì gli occhi
e indicò col dito il tetto della sua capanna. Uno scoiattolo stava giocando;
tutti i discepoli guardarono verso l'alto e per un istante vi fu un silenzio
assoluto. Il Maestro disse: "Questo è il messaggio di tutta la mia vita.
Vivi nel momento. E’ meraviglioso ascoltare lo scoiattolo che gioca sul
tetto, senza preoccuparsi di altro". E aggiunse: "Ora, posso morire" e morì
col sorriso sulle labbra, il volto soffuso di beatitudine. Perfino nell'ultimo
istante della vita il suo messaggio fu: sii qui e ora. Quello è anche il
mio messaggio.
28 Gennaio 1986, SPOT, RAI UNO
Intervista con Enzo Biagi, tratta dalla serie "Light on the Path, rilasciata
il 12 gennaio 1986 a Katmandu, Nepal
Per l’italiano tratto dal Libro
“Il Significato Dell’Esistenza” Edizioni IDM ISTITUTO DELLE MOTIVAZIONI
srl Torino
31/01/08 Autore: Redazione a cura: Re Nudo Edizioni srl direttore Majid
Valcarenghi
Pubblicato nel numero 103 di Renudo