I dodici principi del buddismo - Christmas Humphreys
Cari amici vi trasmetto degli appunti.
Spero tanto che vi siano utili e possiate discuterne proficuamente.
I dodici principi del buddismo
- Raggiungere la propria salvezza e' per tutti un compito non rinviabile.
Se un uomo e' stato ferito da un dardo, non procrastinera' l'estrazione
dello stesso chiedendo notizie sul feritore o sulla lunghezza e caratteristiche
del dardo. Si cominci subito a guardare in viso la vita come essa e',
imparando sempre per esperienza personale diretta.
- Il primo fatto incontrovertibile dell'esistenza e' la legge del
continuo mutamento, o della decadenza. Tutto quel che esiste - un topo,
una montagna, un pensiero, un impero - passa attraverso il medesimo
ciclo d'esistenza, cioe' nasce, cresce, decade, scompare. Solo la vita
ha continuita', sempre alla ricerca d'autoespressione in nuove forme.
"La vita e' un ponte: non costruiteci sopra nulla
(non identificatevi con nulla). La vita
e' un processo in perenne fluire, chi s'aggrappa
(psicologicamente) a qualsivoglia forma,
per splendida che sia, soffrira', perche' avra' cercato di opporsi alla
corrente".
- La legge del continuo mutamento si applica parimenti all'uomo. Non
v'e' principio alcuno, in un individuo, che sia immortale e immutabile.
Soltanto il "senza nome", la realta' ultima, e' al di la' d'ogni mutamento.
Ogni forma di vita, incluso l'uomo, e' una manifestazione della realta'
ultima. Nessuno possiede la vita che scorre in lui, come nessuna lampadina
possiede la corrente che le fornisce luce.
- L'universo e' l'espressione di leggi. Ogni effetto ha una causa
e l'anima o indole dell'uomo e' il risultato finale dei suoi precedenti
pensieri e azioni. Il karma, che significa azione-reazione, governa
ogni esistenza e l'uomo e' forse l'unico creatore delle proprie circostanze
e della propria reazione ad esse, del proprio stato futuro e del proprio
destino ultimo. Mediante il retto pensiero e la retta azione egli puo'
gradualmente purificare la propria indole e cosi', grazie alla realizzazione
delle facolta' latenti, potra' conseguire, con l'andar deltempo, la
liberazione dalla rinascita. Questo processo abbraccia lunghissimi periodi
di tempo e varie rinascite, ma ogni forma di vita raggiungera' certamente
il risveglio.
- La vita e' una e indivisibile, sebbene le sue forme sempre mutevoli
siano innumerevoli e caduche. Dunque, in definitiva, non c'e' morte
alcuna, sebbene ogni forma di vita debba morire. Dalla comprensione
dell'unita' della vita scaturisce la compassione, un senso d'identita'
con le altre forme di vita. La compassione e' descritta come "la legge
delle leggi - l'eterna armonia" e chi rompe quest'armonia dovra' soffrire,
ritardando il proprio risveglio.
- Poiche' la vita e' una sola, gli interessi d'una parte dovrebbero
coincidere con quelli del tutto. Nella sua ignoranza l'uomo pensa di
adoprarsi con successo al raggiungimento dei propri interessi. Questa
mal diretta, egoistica energia produce sofferenza. L'uomo impara, soffrendo,
a ridurre e, infine, ad eliminare la causa della propria sofferenza.
Il Buddha insegno' quattro nobili verita':
- la realta' della sofferenza,
- la sua origine,
- la sua cessazione,
- il sentiero che conduce alla sua cessazione, ossia l'ottuplice
sentiero.
- L'ottuplice sentiero consiste in
- retta convinzione
- retta aspirazione
- retta parola
- retta azione
- retti mezzi di sostentamento
- retto sforzo
- retta concentrazione
- retta meditazione.
Poiche' il buddismo e' una prassi di vita, il percorso di tale sentiero
e' essenziale alla propria liberazione. "Desisti dal fare il male, impara
a fare il bene, purifica il tuo cuore. Questo e' l'insegnamento di tutti
i Buddha".
- La realta' ultima non si puo' descrivere e un dio non e' la realta'
ultima. Ma il Buddha, un essere umano, divenne il risvegliato: il fine
della vita e' percio' il conseguimento del risveglio. Questo stato,
il nirvana, l'estinzione delle limitazioni dell'io, si puo' raggiungere
in questa stessa vita. Tutti gli uomini e tutte le altre forme di vita
contengono "in nuce" la facolta' di raggiungere il risveglio. Si tratta,
quindi di diventare quel che gia' si e'. "Guarda dentro di te: tu sei
il Buddha".
- Tra il risveglio potenziale e la sua attuazione si stende la via
di mezzo, il sentiero degli otto elementi. Esso va dal desiderio alla
pace; un processo di autosviluppo fra gli opposti che evita gli eccessi.
Il Buddha percorse questa via fino alla fine. E l'unica fede richiesta
dal buddismo e' la credenza ragionevole che la' dove una guida e' gia'
proceduta, vale la pena che procediamo anche noi. Tale via deve essere
percorsa dall'uomo integralmente, sviluppando cuore e mente (saggezza
e compassione). Il Buddha fu anche "il pienamente compassionevole" oltre
ad essere "il pienamente illuminato".
- Il buddismo mette in risalto la necessita' della concentrazione
e della meditazione che conduce allo sviluppo delle facolta' spirituali.
La vita interiore e' altrettanto importante quanto l'attivita' esteriore
quotidiana e periodi di calma per la mente sono essenziali per una vita
equilibrata. Il buddista dovrebbe essere sempre "attento e padrone di
se'", alieno da ogni attaccamento emotivo ed intellettuale per il fuggevole
spettacolo della vita. Tale atteggiamento sempre cauto nei riguardi
delle circostanze, che egli sa essere una propria creazione, lo aiuta
a mantenere sempre sotto controllo le proprie reazioni alle circostanze.
- Il Buddha disse: "datti da fare per la tua salvezza con diligenza".
Il buddismo non riconosce alcuna autorita' per accertare il vero, tranne
l'intuizione del singolo. Ognuno deve subire le conseguenze dei propri
atti e trarne ammaestramento, mentre aiuta i propri simili a raggiungere
la stessa liberazione. E le preghiere rivolte al Buddha o a qualsivoglia
divinita' non potranno impedire a un effetto di far seguito alla sua
causa. I monaci buddisti sono maestri ed esempi, ma in nessun modo sono
intermediari fra la realta' ultima e l'individuo. E' praticata la massima
tolleranza verso ogni altra religione e filosofia, perche' nessuno ha
il diritto di intromettersi nel viaggio del suo prossimo verso la meta.
- Il buddismo non e' pessimista ne' evasivo: non nega l'esistenza
di dio o dell'anima, ma da' la propria interpretazione di questi termini.
E' un sistema di pensiero, una religione, una scienza spirituale e un'arte
di vivere, ragionevole pratico, onnicomprensivo. Per piu' di duemila
anni ha soddisfatto i bisogni spirituali di circa un terzo dell'umanita'.
Esercita un fascino per l'Occidente perche' non ha dogmi, soddisfa al
tempo stesso la ragione e il cuore, insiste sulla necessita' di fare
affidamento su se stessi e d'essere tolleranti verso le altrui opinioni,
abbraccia scienza, religione, filosofia, psicologia, etica ed arte,
ritiene che l'uomo sia il creatore della propria vita attuale e l'artefice
del proprio destino.
- Questi appunti sono stati tratti da "Il buddhismo"
di Christmas Humphreys, Edizioni Ubaldini, Roma, 1964