Si fa sempre un gran parlare di sette ... ma vediamo cosa si può dire con un po' più di serietà che non sia solo mera, interessata o meschina propaganda. D'altra parte la fonte d'informazione che vi propongo è, al di là di ogni equivoco dubbio, certamente attendibile.
[...] Dal profilo sociologico, il termine "setta" ha il significato di
"minoranza dissidente" e caratterizza attitudini quali l'intolleranza o
il proselitismo aggressivo (propaganda importuna per tentare di imporre
un culto o un'ideologia). Tali caratteristiche non si limitano alle "sette"
quali comunità religiose particolari ma si incontrano anche nelle religioni
e nelle chiese tradizionali, nei partiti, nelle associazioni ecc. In altre
parole, queste affermazioni si possono riassumere dicendo che "ogni comunità
è una setta potenziale che si sopravvaluta: ogni villaggio 'di Sopra' si
crede migliore del villaggio 'di Sotto'... La percezione del gruppo va dalla
semplice considerazione del proprio particolarismo sino a farlo assurgere
a valore e senso assoluto".
Queste caratteristiche non devono essere intese in senso statico bensì come
una componente dinamica e una dimensione verticale di un comportamento che
può evolvere per diventare sempre più settario (raramente è stato constatato
il contrario). Come può esservi una tendenza a un settarismo sempre più
pronunciato, è anche possibile un'evoluzione verso una maggiore apertura
e una volontà di dialogo. A tale proposito, il professor Georg Schmid ha
sviluppato un modello che chiama "termometro delle sette" e che ha presentato
anche alla Commissione. Esso illustra i diversi gradi di settarismo:
I grado: La sensazione di essere qualcosa di particolare è normale per ogni
comunità umana, per le chiese nazionali, i partiti, le associazioni sportive
ecc.
II grado: Non ci si sente soltanto particolari, bensì migliori degli altri.
Anche questo sentimento è normale: se io non considerassi la mia Chiesa
o il mio partito politico migliore di un altro, non ne farei parte. D'altronde,
anche gli altri appartengono a comunità che reputano essere migliori.
III grado: Appartengo al gruppo migliore, al quale tutti dovrebbero conformarsi.
In questo grado si delinea una pressione missionaria, un impulso missionario
a fare propaganda per il proprio gruppo. In questo gruppo non rientrano
le chiese nazionali, bensì le correnti che ne derivano: le chiese libere
danno prova di un'attività "propagandistica" maggiore. L'appartenenza a
questo III grado è dimostrata principalmente dalla loro testimonianza di
Cristo: tutti dovrebbero credere a Cristo come credono loro.
IV grado (grado del fondamentalismo): Saremo gli unici a conoscere la salvezza
eterna e siamo depositari della verità divina (anche se non ne possediamo
l'esclusiva). La dottrina è perfetta e benedetta dal cielo. Chi professa
e crede come me è nella verità; chi professa e crede diversamente da me
diventa schiavo dei suoi pensieri o di pensieri demoniaci. Chi non segue
la nostra fede "è perso". I fondamentalisti deificano la propria dottrina.
La setta completamente sviluppata può arrivare sino alla divinizzazione
del gruppo stesso. [...] Le chiese nazionali non appartengono più a questo
grado, sebbene vi abbiano appartenuto in passato (anche le grandi comunità
possono raggiungere gradi elevati su questa scala). Molte persone e molti
psicogruppi raggiungono il IV grado di settarismo [...].
V grado: "Saremo gli unici a conoscere la salvezza eterna e gli unici in
cielo". Gli altri sono oggetti dell'attività missionaria o possono solo
essere dannati. Le persone che non hanno fede devono assolutamente essere
evitate, poiché la loro miscredenza è demoniaca.
VI grado: Il gruppo tenta di escludere i miscredenti dal proprio orizzonte;
la separazione dal mondo inizia in questo stadio: solo la setta ha il diritto
di vivere sulla terra (parola chiave: mania di persecuzione). Chi è depravato
non ha diritto di vivere e brucerà comunque all'inferno: quindi, perché
non accendere subito un fuocherello? Il fatto di ignorare le altre persone
mostra un pensiero inquisitore sotto forma di inquisizione psichica. [...]
Chi esce da un gruppo a questo livello di settarismo non esiste più per
gli altri adepti (neanche per i membri della famiglia): quando lo incrociano
per strada, volgono lo sguardo...
VII grado: La megalomania della setta si trasforma in mania di persecuzione
verso l'esterno e, parallelamente, in delirio di onnipotenza all'interno
("quando penso a qualcosa, diventa realtà"). [...] Il delirio di onnipotenza
si sviluppa quasi automaticamente in assenza di critica. Chi denuncia questo
delirio diventa un nemico mortale (a causa della mania di persecuzione).
Questa mania si sviluppa a sua volta a causa della volontà sempre più forte
di ignorare il mondo esterno. La setta comincia a demonizzare ogni critica
proveniente dal mondo esterno; la conseguenza è il grado seguente.
VIII grado: Una scintilla conduce alla catastrofe, non per tutto il mondo,
ma per il gruppo, che scompare. Il delirio di onnipotenza e la mania di
persecuzione si incontrano per culminare in un furore collettivo omicida.
I criteri principali che rivelano questa dinamica sono le discussioni interne
e i dibattiti aperti. Fintanto che si svolgono discussioni e dibattiti,
il gruppo resta a un grado inferiore. Se sono repressi, invece, il gruppo
si spinge verso un grado superiore della scala. Il rapporto fra l'esistenza
di discussioni interne e il grado di settarismo è palese [...].