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Meditazione nel web » F. A. Q.  » Risposte da 61 a 70

Alcuni tra i quesiti più ricorrenti. In queste pagine rispondiamo, seppur in modo sintetico e orientativo, ad alcune delle domande più frequenti su meditazione, relax, benessere, spiritualità. Invitiamo tutti i naviganti che fossero sinceramente incuriositi da qualche dubbio a esporci il loro quesito, nonché a proporre eventuali suggerimenti o modifiche. Naturalmente, evitate di formulare domande non pertinenti o analoghe a quelle già presenti. I concetti riportati sono stati sviluppati, sin dal principio, con l'aiuto dei visitatori; collaborazione che rimarrà, pertanto, insostituibile e sempre ben gradita.
 

61 - Che s'intende per laicità?
Attualmente dilagano le più inverosimili elucubrazioni sul concetto di laicità. Ma la questione andrebbe ribaltata. Il problema non è cosa sia o come vada intesa la laicità. Il problema è l'esatto contrario. Cos'è, in realtà, la spiritualità? E' forse una sistematizzazione della società secondo i canoni desunti da un'ideologia che in buona parte si basa essenzialmente sul mito? Ovverosia sulle prescrizioni che alcuni medium desunsero dalle loro percezioni mistiche? D'altra parte la spiritualità non è qualcosa da trattare. O la si vive, o non la si conosce nemmeno. Ciò non toglie - ed ecco la laicità - che l'esperienza non aiuti, via via, a sfrondare i rami secchi delle false credenze generate da finti timori come da smarrimenti e incertezze, ma soprattutto dalla viscida superstizione.
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62 - Cos'è la vita?
La vita è un impulso che tende progressivamente verso livelli di consapevolezza sempre maggiori. Le prerogative di consapevolezza sono innumerevoli: dall'umile sasso al magnifico vegetale, dall'ignorante fiera allo splendido essere umano. Il percorso della vita è dialettico. Il suo rispetto esige tolleranza, benevolenza e pluralismo. La vita non va solo difesa, bensì appoggiata e sostenuta. Favorire e agevolare la vita sono sinonimi.
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63 - Che s'intende per Verità?
Dio, Brahman, Vita, Verità, Esistenza, Consapevolezza, comunque si lo voglia indicare, è una rappresentazione mentale, un'astrazione, o una splendida, quanto inconcepibile, oggettività? E' immanente, trascendente, o entrambi? Divinità personale, o sublime, ma anonima essenza? I quesiti cui rispondere sarebbero innumerevoli. Addentrarsi in merito è fuorviante. Ciascuno deve giungervi con le proprie forze. I punti salienti che mi sento di condividere sono pochi. L'origine della Verità è una, ma la sua manifestazione è molteplice. La verità si esprime sempre in conformità al luogo e al periodo in cui si afferma, al livello di coscienza e consapevolezza di ciascun soggetto percipiente ...
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64 - Cos'è la negatività?
Così come l'oscurità è innanzitutto assenza di luce, o l'odio mancanza d'amore, ogni negatività è, soprattutto, carenza di consapevolezza.
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65 - Qual'é l'inizio della consapevolezza?
La consapevolezza inizia da se stessi per comprendere che non siamo soltanto questo piccolo ego sofferente e limitato, ed espandersi per abbracciare concretamente, in una visione d'assieme, il tutto. Consapevolezza e meditazione vanno di pari passo. Quanto più diventi consapevole, tanto più riesci a meditare. E viceversa. Quanto più stabilizzi la tua meditazione, ad esempio, quanto più percepisci l'energia che scaturisce dalla sorgente di calma zampillata nel silenzio interiore, tanto più sarai consapevole.
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66 - Puoi approfondire in merito alla religiosità?
La religiosità non è un'ideologia; non ha obbiettivi; non converte e non arruola; di per sé non esiste. La religiosità è amore consapevole, compassione; è un impulso che accetta e protegge la vita per ciò che é; ovviamente tenta di migliorarla, ma senza raccontare favole e, in particolare, senza turlupinare nessuno. La religiosità non è lassismo. L'attenzione e la cura necessarie per riuscire ad essere davvero se stessi e aperti al mondo richiedono una qualità di consapevolezza iniziale ben maggiore della molliccia e spesso ipocrita adesione a vaghi principi idealistici. La pratica spirituale in ottica soggettiva è soprattutto autodisciplina. Nessuno sforzo mirabolante, alcuna privazione ottundente, ma una sadhana dedicata essenzialmente alla ricerca dell'equilibrio. La meditazione, fenomeno che non può essere codificato in alcuna dottrina, attiene, verosimilmente, soprattutto alla religiosità.
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67 - Quali sono i risvolti pratici della religiosità?
La religiosità può trasformarsi da mero concetto teologico o ideale a vita vissuta consapevolmente? Certo, ma il soggetto percipiente dovrà cercare l'origine del respiro, individuare la fonte d'ogni pensiero, ravvisare la scaturigine delle proprie proiezioni, riconoscere i desideri, determinare la ridondanza di ciascuna illusione, recitare consapevolmente uno specifico ruolo, gareggiare nel gioco della vita senza pretendere d'accumular nulla che non sia coscienza ... Che c'è di più dell'amore? Ciascuno lo rivolge nella direzione che gli è più consona. Tuttavia la meditazione rimane sempre lo strumento per sintonizzarsi con l'ineffabile, riceverne l'indicibile ed offrirne l'intangibilità dell'essenza. La levità del suo profumo è un preludio alla gioia. Il proprio benessere, il suo immancabile compimento.
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68 - Che ne pensi delle istituzioni religiose?
Se le istituzioni religiose si occupassero tanto meno di mitologia e moralismo, quanto più di spiritualità e moralità, susciterebbero una simpatia della comprensione basata su consensi reali e non mera adesione emotiva, conformista o talvolta persino idolatrica e populista. La persuasione dell'amore e non quella dell'opportunismo. Ma ciò equivarrebbe ad attribuire alla propria religione il medesimo valore delle altre confessioni. Implicherebbe una rinuncia all'esclusività di qualsivoglia presunto primato spirituale. D'altra parte chi può inseguire la preponderanza teocratica se non soggetti praticamente intolleranti? La religione non può essere l'affare privatistico di specifiche sette su cui per giunta lucrare.
La meditazione - così come l'intendiamo - è un fenomeno trasversale. Interessa chiunque. Da una parte rappresenta l'ancora di salvataggio che, assieme alla preghiera, incoraggia le istituzioni religiose alla tolleranza reciproca. Dall'altra è un'eccellente risorsa spirituale laica. Ben lungi da speculazioni ideologiche o finanziarie. La gioia del senza-tempo per quella dell'effimero.
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69 - Qual'é il rapporto tra pacifismo e spiritualità?
La spiritualità non è pacifismo ad oltranza. L'opposto del "dividi et impera" non è condividi e rimani passivo. All'occorrenza bisogna sapersi difendere. Quando un individuo consapevole medita, si rimette, comunque, alle energie dell'assoluto. Si orienta, quindi, verso l'unità e ne riceve, sia pur temporaneamente, le straordinarie prerogative della compassione.
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70 - Cosa sono le celebrazioni rituali?
Secondo la tradizione esoterica la valenza dell'atto esteriore rituale trae, in primo luogo, la sua forza dal contesto cerimoniale medesimo. Da una parte è la reiterazione simbolica di una serie di circostanze che si riflettono anche interiormente per suscitare uno stato d'animo favorevole; dall'altra è un modo per risvegliare e stimolare determinate energie psichiche altrimenti sopite che consentono un livello d'attenzione tale da imprimere con maggior vigore il ricordo, la traccia dell'evento.
I simboli che entrano in gioco sono pregni di significati e valori che trascendono il luogo ed il tempo per ricondursi a schemi archetipici il cui richiamo suscita, di per sé, una maggiore consapevolezza e, quindi, elargisce una cospicua, quanto sorprendente energia implicita.
Per buona sorte la pratica meditativa non necessita d'alcun tipo di celebrazione rituale. Certo, si possono festeggiare le ricorrenze degli eventi inerenti, ma ritualismo e meditazione sono antitetici. D'altra parte, in taluni casi, può essere auspicabile meditare simultaneamente in compagnia di ulteriori ricercatori.
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Meditazione nel Web » Immagini per la meditazione (la foto,Woman on beach, è © dreamstime.com)

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