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Meditazione nel web » F. A. Q.
» Risposte da 41 a 50
Alcuni tra i quesiti più ricorrenti. In queste pagine rispondiamo,
seppur in modo sintetico e orientativo, ad alcune delle domande più
frequenti su meditazione, relax, benessere, spiritualità. Invitiamo
tutti i naviganti che fossero sinceramente incuriositi da qualche dubbio
a
esporci il loro quesito, nonché a proporre eventuali suggerimenti
o modifiche. Naturalmente, evitate di formulare domande non pertinenti
o analoghe a quelle già presenti. I concetti riportati
sono stati sviluppati, sin dal principio, con l'aiuto dei visitatori;
collaborazione che rimarrà, pertanto, insostituibile e sempre ben gradita.
41 - Cosa s'intende per
religiosità?
In senso generale religiosità, devozione, riverenza, pietà, adorazione,
venerazione, come attenzione, cura, coscienziosità, sono sinonimi che
appartengono a svariate tradizioni. Da essi scaturisce l'idea descrittiva
di spiritualità, che non è eccellenza, abilità, o arte.
Ricollegandoci all'etimologia del termine, religiosità vuol dire non
sentirsi separati da nulla: né dall'immanifesto (soprasensibile), né
dal manifesto. E' un legame profondo con "tutto ciò che è", un'impulso
a trascendere l'ego. Qualcuno potrebbe definirlo Amore. Per approfondire
sulla religiosità ...»
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42 - Dio è un'entità creatrice,
un soggetto che giudica?
A mio avviso Dio non è entità creatrice o soggetto che giudica. E' la
nostra vita vista e compresa senza i filtri della mente. Noi non siamo
separati da Dio, l'incommensurabile oceano della vita. Siamo le sue
onde, lievi increspature di superficie. Aneliamo ricongiungerci con
l'essenza dell'universo? Non ne fummo mai separati! Siamo la riproduzione
infinitesima di un macrocosmo pressoché inconcepibile, senza inizio
né fine. La sua sola certezza consiste nel fatto che non vi sono certezze.
Ma allora, quando nel silenzio del proprio raccoglimento, o in un momento
d'impellente necessità chiediamo aiuto e ci rivolgiamo a Dio, non v'è
proprio nessuno predisposto ad ascoltare, a condividere la nostra solitudine,
a raccogliere un'umile supplica?
Ho sentito più volte: quando prego insistentemente, con tenacia, pervicacia,
costanza, allora Dio, la Vita, mi risponde. Si, la vita replica sempre.
La nostra esistenza non è indipendente dall'universo. Non è detto che
il firmamento esaudisca i nostri desideri, ma reagisce. Che c'è di strano?
L'uno corrisponde, si prodiga. Ma cos'è l'uno, un concetto astratto
o un organismo pulsante?
In questo caso non c'è differenza. Tutto ciò che esiste vive, pulsa,
si evolve. Quindi l'uno è l'essenza di ogni manifestazione.
Lo scopo ultimo della meditazione è scoprire le coordinate dell'infinito,
la via d'accesso, la chiave per aprire il cancello dell'eterno, del
senza principio ...
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43 - Cos'è la spiritualità?
La spiritualità, che è soprattutto rispetto, amore e compassione, non
è un fenomeno relativo, vago o indistinto. Spiritualità è un modo, subitaneo
e diretto, d'intendere, guardare, percepire la vita ordinaria, quella
di tutti i giorni. Spiritualità è comprensione dell'intero, intuizione
dell'univoco, dell'essenza. Per quanto l'esistenza possa sembrare frammentaria,
soggetta all'estrema volubilità del caso, ovvero alla perenne ridondanza
della necessità, essa ha, in realtà, una natura più che specifica e
organica. Per definire un fenomeno così globale dobbiamo rapportarci,
inevitabilmente, all'esperienza individuale. Spiritualità è realizzazione
dell'assoluto.
Il "dominio" della spiritualità è al di là del pensiero. Non consiste
nella cultura, tantomeno riguarda la storia. La spiritualità non è transizione,
bensì un fenomeno eterno, che trascende tempo e società, che prescinde
persino dalla matrice biologica per rivelare l'origine. Quando il pensiero
si ferma, il tempo lo segue e lo spazio ripiega su se stesso. Risvegliarsi
alla realtà spirituale significa divenire consapevoli delle proprie
radici. Il che non significa immaginarle, bensì esperirne la totalità.
Le radici più intime della nostra mente si protendono verso l'alto sino
a lambire alcuni elementi comuni a tutte le specie senzienti. Al contrario,
la dispersiva realtà periferica si rivolge verso il basso dove prevale
l'antagonismo. Spiritualità è equilibrio, punto d'incontro tra la tendenza
centrifuga di una mente che lotta giustamente per sopravvivere e l'esigenza
centripeta di riconoscere la propria natura più intima, che è amore.
Questo punto d'incontro è la pausa della meditazione, il silenzio indotto
dalla preghiera.
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44 - Quali sono i presupposti
per poter meditare?
Lo meditazione, ti accetta per quello che sei. Non ti chiede di cambiare
o migliorare, ma solo di diventare più consapevole che l'esistenza offre
innumerevoli possibilità. Tra di esse la comprensione che tu sei un
essere unico e valente, ma purtroppo hai dimenticato i tuoi stessi privilegi
perdendo la chiave mediante cui usufruirne.
Le tecniche di meditazione sono chiavi per aprire il grande cancello,
la propria porta multidimensionale. L'accesso è sempre individuale,
soggettivo. Taluni dovranno percorrere un lungo sentiero, per altri
sarà breve o persino irrilevante.
Ma qual'è questa via? I veri maestri spirituali non tentano mai d'imporre
la propria strada o visione agli altri. La via non è immutabile, né
tanto meno codificabile. Essa è scritta nel libro della vita.
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45 - Cos'è il pluralismo
religioso?
Pluralismo religioso, che è civiltà e tolleranza, significa coesistenza
e rispetto reciproco sotto gli auspici di una sfera pubblica limpida,
che rifiuta la politica della paura, e scevra da qualunque vocazione
razzista, dissolutiva o disgregatrice; ricca, al contrario, di tanta
compassionevole sollecitudine.
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46 - Qual'é l'alternativa alla
competizione esasperata?
In genere la dinamica sociale prevede un certo livello di competizione.
Ma purtroppo quando la pietra miliare della nostra esistenza non è più
il proprio centro e l'altro, l'estraneo, diventa l'unico termine di
paragone, la competizione si esaspera.
L'alternativa è equilibrio tra la spinta centrifuga a investire le proprie
emozioni esclusivamente all'esterno e l'impulso centripeto a ritirarsi
dal mondo. La via di mezzo tra eccessiva mondanità ed esclusivo ascetismo.
Tuttavia attenzione, perché equilibrio non significa che la propria
energia debba rimanere a metà strada e l'esplorazione della vita limitarsi
solo alla sua superficie. Entrare dentro, conoscere se stessi, è anche
e soprattutto aprirsi al mondo. L'alternativa alla competizione esasperata
è la creatività.
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47 - Da che dipendono l'odio, l'invidia, i
sentimenti negativi?
L'odio, l'invidia, i sentimenti negativi di per sè non esistono e sono,
essenzialmente, assenza di amore. Essi sono come l'oscurità in rapporto
alla luce. L'oscurità non esiste, è solo assenza di luce.
Quando un individuo non è più in contatto con se stesso diventa confuso,
frammentato e l'altro si trasforma nel suo medesimo centro. Avendo cominciato
a pensare che l'amore e tante altre gratificazioni provengano esclusivamente
dagli altri, si crea innumerevoli aspettative e inizia a vivere la sua
vita basandosi sul confronto. ...
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48 - Cos'è il vuoto mentale?
I termini come "vuoto mentale" non sono altro che traduzioni tecnicamente
impossibili di concetti inesprimibili con il nostro linguaggio, se non
con una serie di postille. Mi chiedo, non sarebbe meglio essere più
diretti anche a discapito della tradizione? Esistono pericoli per il
neofita che interpreta male, usi strumentali e denigratori del concetto.
Ecco alcuni esempi di cosa può significare.
Una presenza consapevole e silenziosa. Attenzione vigile senza interferenze
concettuali, discorsive, emotive, petulanti. Mente libera da pensieri
non congruenti all'azione che si sta svolgendo. Consapevolezza di ciò
che è.
Un individuo "sano" e' una persona che ha trovato il giusto equilibrio
tra vuoto e pieno, tra solitudine e attività.
Tra Samsara e Nirvana, tra assoluto e relativo ... un ragionevole punto
di mezzo. Ma le definizioni sono pur sempre solo parole, dita che indicano
la luna ...
Il vuoto mentale non e' uno stato di idiozia, bensì vigilantissima
intelligenza, non distratta da pensieri estranei. (Ramesh Balsekar)
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49 - E' possibile il proprio
rinnovamento attraverso la sola consapevolezza?
Si riesce ad essere così obiettivi da cambiare parti del proprio carattere?
La consapevolezza è cambiamento in sé. Spero non penserai che per divenire
consapevoli sia sufficiente rimirar le stelle. Serve disciplina, buona
volontà. Non lasciarti fuorviare dai discorsi compiacenti del genere
"accettazione generalizzata". Per riuscire a pervenire sino al punto
di comprensione profonda della vita, in realtà, è indispensabile un
certo impegno di autoconoscenza che presuppone un carattere mite quanto
inflessibile.
Dice un proverbio zen:
«Prima di arrivare alla comprensione, le montagne sono montagne e
i fiumi sono fiumi; nel momento della comprensione, le montagne non
sono più montagne e i fiumi non sono più fiumi; ma dopo aver compreso,
le montagne sono di nuovo montagne e i fiumi sono di nuovo fiumi».
Con la meditazione e la consapevolezza non diverrai un uomo migliore,
ma semplicemente un uomo (o una donna). D'altra parte bisogna rifuggire
dalle visioni negative della vita in quanto causano scissioni nei Sadhaka
che percepiscono Samsara e Nirvana come realtà separate. Il dualismo
irriducibile causa tensioni.
Cambiare poco alla volta per cambiare veramente, rammentando tuttavia
che il risultato finale non sarà la somma dei presunti pseudo-conseguimenti
che ci s'illude di raggiungere via via, ma molto più semplicemente la
presa d'atto di ciò che è. Lasciare il bassopiano per un'erta montagna
e rinvenivi uno splendido tavoliere.
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50 - Che s'intende per liberazione
spirituale?
In effetti non v'è nulla da cui ci si debba liberare se non dalle proprie
idiosincrasie.
Libertà dai condizionamenti fittizi. Consapevolezza della propria mente
e quindi capacità di distinguere il superfluo dall'essenziale, l'etichetta
da ciò che è.
Quando la mente è strumento e non più padrone samsara e nirvana coincidono.
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Nota: tutti questi concetti sono stati sviluppati, sin
dal principio, con l'aiuto dei visitatori; collaborazione che rimarrà,
pertanto, insostituibile e sempre molto ben gradita.
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