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Alcuni tra i quesiti più ricorrenti. In queste pagine rispondiamo, seppur
in modo sintetico e orientativo, ad alcune delle domande più frequenti su
meditazione, relax, benessere, spiritualità. Invitiamo tutti i naviganti
che fossero sinceramente incuriositi da qualche dubbio a
esporci il loro quesito, nonché a proporre eventuali suggerimenti o
modifiche. Naturalmente, evitate di formulare domande non pertinenti o analoghe
a quelle già presenti. I concetti riportati sono stati
sviluppati, sin dal principio, con l'aiuto dei visitatori; collaborazione
che rimarrà, pertanto, insostituibile e sempre ben gradita.
21 - Devo cambiare religione?
Serve aver fede?
Professa la religione che preferisci. D'altronde è impossibile aver davvero
fede in ciò che si conosce solo idealmente. Ci si può illudere, per convenienza,
conformismo, suggestione, oppure essere sopraffatti dalla propaganda, dagli
insegnamenti ricevuti durante la crescita e in tenera età, ma la Verità
che è comprensione, reciprocità, amore, compassione, rimarrà sempre inalterata.
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22 - Che cos'è la via spirituale?
Tutta la vita è sacra, spirituale. Ciò nondimeno la convinzione della parte
che pretende di essere il tutto genera la pseudoentità definita ego. La
via spirituale è l'abbandono spontaneo dell'ego.
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23 - Dapprincipio, agli esordi,
la mia meditazione si è rivelata sublime, un'oasi di benessere e serenità.
Successivamente mi sono arenato, non ho percepito più quelle sensazioni.
Perché?
All'inizio di questa curiosa avventura si è privi di aspettative, non vi
è una vera e propria ricerca, nessuna speranza, alcun desiderio. Dal momento
stesso in cui subentra l'aspirazione, l'anelito e l'impazienza, gli eventi
spirituali, ovvero l'insieme di circostanze che in qualche modo trascendono
la mente, diventano quasi impossibili. Ciò perché tali eventi richiedono
un rilassamento che si può verificare solo nell'accettazione totale, in
un stato d'animo di rinuncia, fiducia e ricettività.
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24 - Che cosa s'intende per
accettazione?
Accettazione non significa approvare o disapprovare. Essa consiste nel prendere
nota chiaramente di ciò che accade senza interferenze o giudizi aleatori.
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25 - Cos'é la rinuncia?
La sola rinuncia, utile ai fini della meditazione, è quella relativa ai
condizionamenti psicologici che potresti avere subito. Ovviamente non puoi
rinnegare così, su due piedi, il tuo passato, le tradizioni, ma devi attribuirgli
il giusto valore, ciò che effettivamente loro compete.
Secondo il Buddhismo la vera, sola o possibile rinuncia è il perseguimento
dell'equilibrio. Il Buddha dapprima rinunciò a tutto il suo passato, poi
si rese conto di avere esagerato, le corde della sua anima (mente) erano
troppo tese. Gli echi del passato si erano affievoliti, altrettanto le aspettative
riposte nel futuro, ma la melodia del presente era triste, fiacca, quelle
corde di vitalità non risuonavano più. E' per questo che la via del Buddha
è detta Via di Mezzo. La ricerca dell'equilibrio è come quella di un funambolo
che corregge continuamente il proprio baricentro. Così si evitano fissazioni
ed estremismi ...
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26 - Cos'è l'ego, cosa implica
rinunciarvi?
L'ego è un'identità concettuale, un sé illusorio. L'ego è una personalità
relativa basata, essenzialmente, su identificazioni soggettive con ciò che
si ritiene di possedere: il corpo così come percepito dai sensi, nazionalità,
razza, religione, professione, idee, pensieri.
Superare il senso dell'io significa che sei "padrone" della mente, che la
mente è al tuo servizio ... che è un prezioso strumento per vivere ... che
sei realista, concreto, radicato ed integrato nel mondo, ma al tempo stesso
"oltre". Proprio come si suol dire: essere nel mondo ma non del mondo.
Disidentificarsi dai propri pensieri equivale a spostare la propria identità
dal contenuto della mente alla consapevolezza che c'è dietro. Gli effetti
saranno gioia e pace interiore.
«L'ego è la coscienza identificata. Quando la coscienza impersonale s'identifica
con l'organismo personale, nasce l'ego.» (Ramesh Balsekar)
«Non esiste alcun ego separato dai propri processi mentali ed emozioni ad
esse relative». (Eckharte Tolle)
Riporto un'abile osservazione. "È importante ricordare sempre che il principio
di "non-io" non significa che in principio c'era un "io" e in seguito il
praticante (buddhista) lo ha eliminato. Al contrario, significa che non
c'è mai stato alcun "io" fin dall'inizio. Comprendere ciò significa appunto
realizzare il non-io. (Sogyal Rinpoche)
Ora aggiungo un commento. Per comprendere meglio l'osservazione precedente
bisogna tener presente che quando la mente si arresta non rimane alcun sé,
i limiti dell'ego sono trascesi, si diventa puro spazio, non contaminato
da nulla. E in effetti è impossibile rinunciare a qualcosa che non
esiste.
Tuttavia attenzione, l'io è si entità fittizia, ma nel contempo pure indispensabile
funzione accessoria. Rinuncia all'ego, che è il sentimento di separazione
dell'io, non significa assenza di un io funzionale, (altrimenti sarebbe
psicosi, non saggezza); equivale invece a non essere esclusivamente identificati
con una personalità immaginaria, simulata, riflessa, e con i suoi desideri
volubili, capricciosi. L'io funzionale è la risposta appropriata che la
situazione richiede nel momento presente. Proprio per questo il carattere
dei maestri spirituali svetta ed emerge. Perché non deve più sottostare
ai condizionamenti limitanti. Se l'ego di tali maestri si è dissolto, il
loro io funzionale non si lascia influenzare da nulla, spicca in autonomia
e indipendenza. Taluni Yogi definiscono tali accadimenti come una vittoria
sulle pulsioni inconsce, il proprio piccolo sé. I maestri tantrici trascendono
pure quei condizionamenti che impediscono loro titolarità, padronanza, self
control ed univocità d'intenti (maestria), ma senza negare nulla, solo dopo
averli esperiti pienamente e averne quindi compreso l'intrinseca mutabilità.
Il punto in comune tra tutti gli approcci rimane, comunque, la consapevolezza
del proprio vissuto, l'auto-consapevolezza, la sola che conduca ad una visione
e percezione unitaria.
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27 - Che cos'è l'assenza di
desideri?
Assenza di desideri è libertà dai desideri, libertà di desiderare ciò che
si ritiene più opportuno. Quindi non assenza, bensì facoltà di scelta. Libertà
di avere o non avere desideri, senza doverli, proprio malgrado, subire.
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28 - Cos'é il distacco?
Il distacco conseguente alla rinuncia è: una funzione della conoscenza profonda
delle cose; una conseguenza della consapevolezza.
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29 - In che consiste la fiducia?
La fiducia, beata innocenza primeva, dissolta l'avida cupidigia degli ego
interessati solo a preservare e procrastinare, ma non a vivere e condividere
è, innanzitutto, assenza di paura.
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30 - Che cos'é la ricettività?
La ricettività è una delle chiavi più esclusive della meditazione. Non si
può divenire ricettivi per scelta. Se fosse possibile sarebbe fantastico.
Tuttavia può accadere. Vediamo come. Per amore. Per il repentino stato di
relax che sopravviene, improvviso, dopo aver eseguito un determinato compito
o mansione nel migliore dei modi. Per stanchezza, quando non sussiste più
nemmeno la possibilità di proseguire oltre. Come epilogo conclusivo di una
tensione di ricerca protrattasi a lungo e che si risolve in un'intuizione
imprevista e fulminea. (...) E sopravviene l'abbandono, cioè la distensione,
un respiro di quiete che dona sollievo e rilassamento (...) Ricettività
è comprensione di essere parti organiche del tutto.
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