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Meditazione nel web » F. A. Q.  » Risposte da 21 a 30

Alcuni tra i quesiti più ricorrenti. In queste pagine rispondiamo, seppur in modo sintetico e orientativo, ad alcune delle domande più frequenti su meditazione, relax, benessere, spiritualità. Invitiamo tutti i naviganti che fossero sinceramente incuriositi da qualche dubbio a esporci il loro quesito, nonché a proporre eventuali suggerimenti o modifiche. Naturalmente, evitate di formulare domande non pertinenti o analoghe a quelle già presenti. I concetti riportati sono stati sviluppati, sin dal principio, con l'aiuto dei visitatori; collaborazione che rimarrà, pertanto, insostituibile e sempre ben gradita.
 

21 - Devo cambiare religione? Serve aver fede?
Professa la religione che preferisci. D'altronde è impossibile aver davvero fede in ciò che si conosce solo idealmente. Ci si può illudere, per convenienza, conformismo, suggestione, oppure essere sopraffatti dalla propaganda, dagli insegnamenti ricevuti durante la crescita e in tenera età, ma la Verità che è comprensione, reciprocità, amore, compassione, rimarrà sempre inalterata.
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22 - Che cos'è la via spirituale?
Tutta la vita è sacra, spirituale. Ciò nondimeno la convinzione della parte che pretende di essere il tutto genera la pseudoentità definita ego. La via spirituale è l'abbandono spontaneo dell'ego.
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23 - Dapprincipio, agli esordi, la mia meditazione si è rivelata sublime, un'oasi di benessere e serenità. Successivamente mi sono arenato, non ho percepito più quelle sensazioni. Perché?
All'inizio di questa curiosa avventura si è privi di aspettative, non vi  è una vera e propria ricerca, nessuna speranza, alcun desiderio. Dal momento stesso in cui subentra l'aspirazione, l'anelito e l'impazienza, gli eventi spirituali, ovvero l'insieme di circostanze che in qualche modo trascendono la mente, diventano quasi impossibili. Ciò perché tali eventi richiedono un rilassamento che si può verificare solo nell'accettazione totale, in un stato d'animo di rinuncia, fiducia e ricettività.
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24 - Che cosa s'intende per accettazione?
Accettazione non significa approvare o disapprovare. Essa consiste nel prendere nota chiaramente di ciò che accade senza interferenze o giudizi aleatori.
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25 - Cos'é la rinuncia?
La sola rinuncia, utile ai fini della meditazione, è quella relativa ai condizionamenti psicologici che potresti avere subito. Ovviamente non puoi rinnegare così, su due piedi, il tuo passato, le tradizioni, ma devi attribuirgli il giusto valore, ciò che effettivamente loro compete.
Secondo il Buddhismo la vera, sola o possibile rinuncia è il perseguimento dell'equilibrio. Il Buddha dapprima rinunciò a tutto il suo passato, poi si rese conto di avere esagerato, le corde della sua anima (mente) erano troppo tese. Gli echi del passato si erano affievoliti, altrettanto le aspettative riposte nel futuro, ma la melodia del presente era triste, fiacca, quelle corde di vitalità non risuonavano più. E' per questo che la via del Buddha è detta Via di Mezzo. La ricerca dell'equilibrio è come quella di un funambolo che corregge continuamente il proprio baricentro. Così si evitano fissazioni ed estremismi ...
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26 - Cos'è l'ego, cosa implica rinunciarvi?
L'ego è un'identità concettuale, un sé illusorio. L'ego è una personalità relativa basata, essenzialmente, su identificazioni soggettive con ciò che si ritiene di possedere: il corpo così come percepito dai sensi, nazionalità, razza, religione, professione, idee, pensieri.
Superare il senso dell'io significa che sei "padrone" della mente, che la mente è al tuo servizio ... che è un prezioso strumento per vivere ... che sei realista, concreto, radicato ed integrato nel mondo, ma al tempo stesso "oltre". Proprio come si suol dire: essere nel mondo ma non del mondo.
Disidentificarsi dai propri pensieri equivale a spostare la propria identità dal contenuto della mente alla consapevolezza che c'è dietro. Gli effetti saranno gioia e pace interiore.

«L'ego è la coscienza identificata. Quando la coscienza impersonale s'identifica con l'organismo personale, nasce l'ego.» (Ramesh Balsekar)

«Non esiste alcun ego separato dai propri processi mentali ed emozioni ad esse relative». (Eckharte Tolle)

Riporto un'abile osservazione. "È importante ricordare sempre che il principio di "non-io" non significa che in principio c'era un "io" e in seguito il praticante (buddhista) lo ha eliminato. Al contrario, significa che non c'è mai stato alcun "io" fin dall'inizio. Comprendere ciò significa appunto realizzare il non-io. (Sogyal Rinpoche)

Ora aggiungo un commento. Per comprendere meglio l'osservazione precedente bisogna tener presente che quando la mente si arresta non rimane alcun sé, i limiti dell'ego sono trascesi, si diventa puro spazio, non contaminato da nulla.  E in effetti è impossibile rinunciare a qualcosa che non esiste.

Tuttavia attenzione, l'io è si entità fittizia, ma nel contempo pure indispensabile funzione accessoria. Rinuncia all'ego, che è il sentimento di separazione dell'io, non significa assenza di un io funzionale, (altrimenti sarebbe psicosi, non saggezza); equivale invece a non essere esclusivamente identificati con una personalità immaginaria, simulata, riflessa, e con i suoi desideri volubili, capricciosi. L'io funzionale è la risposta appropriata che la situazione richiede nel momento presente. Proprio per questo il carattere dei maestri spirituali svetta ed emerge. Perché non deve più sottostare ai condizionamenti limitanti. Se l'ego di tali maestri si è dissolto, il loro io funzionale non si lascia influenzare da nulla, spicca in autonomia e indipendenza. Taluni Yogi definiscono tali accadimenti come una vittoria sulle pulsioni inconsce, il proprio piccolo sé. I maestri tantrici trascendono pure quei condizionamenti che impediscono loro titolarità, padronanza, self control ed univocità d'intenti (maestria), ma senza negare nulla, solo dopo averli esperiti pienamente e averne quindi compreso l'intrinseca mutabilità. Il punto in comune tra tutti gli approcci rimane, comunque, la consapevolezza del proprio vissuto, l'auto-consapevolezza, la sola che conduca ad una visione e percezione unitaria.
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27 - Che cos'è l'assenza di desideri?
Assenza di desideri è libertà dai desideri, libertà di desiderare ciò che si ritiene più opportuno. Quindi non assenza, bensì facoltà di scelta. Libertà di avere o non avere desideri, senza doverli, proprio malgrado, subire.
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28 - Cos'é il distacco?
Il distacco conseguente alla rinuncia è: una funzione della conoscenza profonda delle cose; una conseguenza della consapevolezza.
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29 - In che consiste la fiducia?
La fiducia, beata innocenza primeva, dissolta l'avida cupidigia degli ego interessati solo a preservare e procrastinare, ma non a vivere e condividere è,  innanzitutto, assenza di paura.
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30 - Che cos'é la ricettività?
La ricettività è una delle chiavi più esclusive della meditazione. Non si può divenire ricettivi per scelta. Se fosse possibile sarebbe fantastico. Tuttavia può accadere. Vediamo come. Per amore. Per il repentino stato di relax che sopravviene, improvviso, dopo aver eseguito un determinato compito o mansione nel migliore dei modi. Per stanchezza, quando non sussiste più nemmeno la possibilità di proseguire oltre. Come epilogo conclusivo di una tensione di ricerca protrattasi a lungo e che si risolve in un'intuizione imprevista e fulminea. (...) E sopravviene l'abbandono, cioè la distensione, un respiro di quiete che dona sollievo e rilassamento (...) Ricettività è comprensione di essere parti organiche del tutto.
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