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Se vuoi conoscere il tuo passato, sapere che cosa ti ha causato, allora
osservati nel presente, che e' l'effetto del passato. Se vuoi conoscere
il tuo futuro, sapere che cosa ti portera', allora osservati nel presente,
che e' la causa del futuro.
Buddha, "Majjhima Nikaya"
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Ogni mattina può essere vista come una rinascita. Il giorno è giovane,
siamo pieni di energia e abbiamo davanti un giorno intero. Ad ogni momento
diventiamo più vecchi e la sera siamo abbastanza stanchi da cadere addormentati
e morire una piccola morte. Tutto ciò che possiamo allora fare è buttarci
nel letto a rigirarci con la mente annebbiata e sognante. Ogni giorno può
essere visto nel suo insieme come un'intera vita, poiché possiamo vivere
solo un giorno per volta; il passato è andato ed il futuro può venire oppure
no; soltanto questa rinascita, questo giorno, questo momento è importante.
(Ayya Khema)
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Colui che, al momento della sua fine, abbandonando il corpo, se ne va
col pensiero rivolto a Me soltanto, entra nel Mio essere: su questo non
c'è alcun dubbio. E quale sia l'Essere, pensando al quale un uomo abbandona
il suo corpo alla fine, proprio quello egli consegue, poiché sempre è stato
assorto in quel pensiero. Per questo in ogni momento ricordati di Me e combatti.
Se avrai la mente e l'intelletto fissi su di Me, senza dubbio a Me verrai.
(Bhagavad Gita, 8, 5-7)
Reincarnazione, metempsicosi (dal greco metempsychosis,
passaggio delle anime), rinascita, vite precedenti, karma, sono argomenti
correlatati tra loro. Pur evitando di scendere nei dettagli riportiamo qualche
opinione in proposito.
Qualunque ipotesi si formuli sulla reincarnazione, sulla rinascita sarà
sempre una congettura. Gli stessi epigoni delle religioni organizzate più
note come Gesù il Nazareno o il Buddha storico Gautama Siddharta, probabilmente,
ne sapevano quanto noi. Questo genere di speculazioni intellettuali non
conducono a nulla. Ci allontanano da noi stessi, dagli altri, dalla realtà.
Durante lo stato meditativo si percepisce una dimensione che taluni definiscono
come come l'eterno presente. Ma ciò non implica che sia necessariamente
oggettiva. Infatti, discutendo di spiritualità, dovremmo rammentare sempre
di evitare affermazioni assolute. Non sarebbero quantificabili, dimostrabili,
riproducibili. La loro valenza consiste solo sull'influsso che possono esercitare
sui singoli individui come in ambiti più collettivi. D'altra parte, per
gli stessi motivi appena accennati, non è possibile nemmeno negare alcunché.
Bisognerebbe, pertanto, evitare di pronunciarsi. Accettare la meraviglia
e la bellezza della vita, la sua transitorietà, caducità, sacralità, ed
osservare .... lo spettacolo della natura che si rinnova ... l'essenza delle
più svariate specie viventi che pur assumendo talvolta forme strane o inusitate
si riproduce sempre e comunque ...
Idee, pensieri, esperienze, diventano parte di un continuum ciclico che si camuffa, si cela, ma che infine si palesa sempre per ciò che è. Una manifestazione incommensurabile quanto imprevedibile che procede dal caso verso la necessità, cui noi attribuiamo opinioni, idee, giudizi, dimenticando che in effetti si tratta solo delle proprie proiezioni, supposizioni, conclusioni, fantasie. Ma una stupefacente sorpresa ci attende. Non appena ammettiamo l'inevitabilità del mistero, l'ineluttabilità della nostra condizione effimera, tutto diventa più chiaro. Non vi sono misteri, non sussistono nemmeno tentennamenti, non ci sarà giammai alcuno che perirà – qualcosa da cui allontanarsi – se non quella parte di sé stessi acquisita nello spazo-tempo in cui ha avuto modo di formarsi ed emergere.
Ritorneremo all'origine, a ciò che eravamo già prima di nascere? Oppure
riusciremo a conservare l'identità acquisita e tanto spesso così duramente
meritata o subita? Dalle risposte contraddittorie che offrono le diverse
religioni si evince piuttosto facilmente che nessuno può dirsi sicuro. Da
qui fedi e credenze, dubbi e perplessità. L'evidenza che non vi sono garanzie.
L'immediata certezza che ne deriva. La mente oltre ad essere una gran burlona
è uno strumento interpretativo correlato al supporto fisico di cui si serve
per esprimersi. Sicché qualunque conclusione riesca a trarre si tratterà
sempre di un riflesso di ciò che crede, di come è strutturata, del mezzo
con cui si esprime. Qualunque siano le proprie convinzioni, là fuori ci
saremo sempre noi. Ciascuna risposta coinciderà sempre con la medesima fonte
che ha originato la domanda.
Naturalmente non so nulla della reincarnazione, della rinascita. Infatti,
se avessi conosciuto la verità me la sarei cavata con molto, molto meno
.... Sostenere una dottrina senza in realtà saperne nulla è come minimo
assurdo. Propagandarla senza riscontri oggettivi crea solo una gran confusione.
Grazie per la cortese attenzione
nick.salus
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