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C'è un modo estremamente facile di diventare un Buddha: astenendosi da
tutto il male, non aggrappandosi alla nascita ed alla morte, operando con
profonda compassione per tutti gli esseri senzienti, rispettando i superiori
senza disprezzare gli inferiori, senza detestare o voler nulla, senza preoccuparsi
o lamentarsi. Questo è ciò che si dice un buddha. Non cercare nulla oltre
a questo.
(Dogen, "Nascita e morte")
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Non vi può essere "compassione senza saggezza", né "saggezza priva di compassione".
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Osservando il dolore nel mondo intorno a noi e nei nostri stessi corpi
e menti, cominciamo a comprendere la sofferenza non soltanto come problema
specifico, ma come esperienza universale: è uno degli aspetti dell'essere
vivi. La domanda che allora viene alla mente è: «Se la pietà risulta dalla
consapevolezza della sofferenza, perché il mondo non è un posto più compassionevole?».
Il problema è che i nostri cuori spesso non sono aperti all'esperienza del
dolore, lo fuggiamo, ci chiudiamo e ci rendiamo insensibili. Chiudendoci
alla sofferenza, tuttavia, ci chiudiamo anche alla scaturigine della pietà.
Non c'è bisogno di essere particolarmente santimoniosi per essere compassionevoli.
La pietà è la naturale risposta di un cuore aperto, ma la fonte della pietà
rimane coperta finché le voltiamo le spalle, oppure neghiamo o resistiamo
alla verità evidente delle cose. Quando neghiamo l'esperienza della sofferenza,
ci distogliamo da ciò che è genuino per volgerci a ciò che è costruito,
ingannevole e fonte di confusione.
(Joseph
Goldstein)
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Nel Buddhismo, la compassione è il vissuto del desiderio del bene nei confronti di ogni essere senziente. (Compassione nel Buddhismo)
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“Nella meditazione, lasci la superficie per andare in profondità. Prendi coscienza dei piani di esistenza al di sotto e al di là dell’attività frenetica dei pensieri”. (Ulrich Ott)
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Una compassione molto profonda implica già un'intima connessione con
un'altra persona. Nelle nostre scritture si dice che dobbiamo coltivare
un amore molto intimo, simile a quello di una madre verso il suo unico figlio.
La nozione buddhista di attaccamento non è quale la gente suppone in Occidente:
noi diciamo che l'amore di una madre per il suo unico figlio è libero da
attaccamento.
(La
Via della Tranquillità - Dalai Lama)
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La vera compassione non si basa sulle nostre proiezioni e aspettative,
ma, piuttosto, sui diritti dell’altro … Questa è la vera compassione …
(Tenzin
Gyatzo, XIV Dalai Lama)
E' un gioco, una poesia, o si tratta, invece, di un articolo
del tutto veritiero? Benvenuto, benvenuta, questa è la pagina della fortuna.
Qui sono presenti gli elementi più propizi che la buona sorte possa mai
rallegrarsi di offrirti. Tuttavia, affinché si concretizzino, è indispensabile
che tu ti dimostri compassionevole nei confronti di chiunque si trovi in
difficoltà. E la vita, la tua coscienza, ti ricambierà. Ma cos'è la compassione,
pietà, benevolenza, empatia, amore, carità, desiderio del bene?
I capisaldi da cui scaturisce la compassione, elencati in ordine sparso,
sono pressappoco:
Pensi che ve ne siano altri? Lo sviluppo dell'articolo è in itinere,
ti prego di suggerirmeli. Buona
parte dei concetti formulati in meditare.it sono stati proposti dai visitatori.
Spesso e volentieri mi sono limitato a rielaborarli e redigerli.
Questo piccolo grande mondo è come una casa comune che ci accoglie e sostiene
senza curarsi delle difficoltà contingenti di bontà e cattiveria, valore
e demerito. Ciò perché la sola e basilare differenza consiste innanzitutto
nella consapevolezza. Quanto più sei o diventi consapevole, tanto più riesci
a scorgere le qualità intrinseche negli esseri e nelle cose.
Ora è inverno (lo era quando ho scritto l'articolo) e la natura più profonda sembra dormire. La superficie ti
lascia intravedere un mondo relativamente piatto in cui predomina soprattutto
la sofferenza. Ma la realtà della vita è ben oltre le sue stagioni. Se vuoi
conoscere l'intramontabile gioia spirituale del suo sostrato inerente dovrai
divenire compassionevole. E' il metodo più scientifico per essere davvero
compassionevoli è la meditazione.
Il metodo che sto per descrivere – uno tra i tanti – consta, così come
suggerisce la tradizione, di tre passi: contemplazione, concentrazione,
meditazione. Un esempio.
Riepilogo. Il processo di meditazione: riflettere su un
determinato argomento, valutarlo, sceverarlo, ossia pensare in una determinata
direzione, cioè contemplarlo; quindi restringere il campo d'osservazione
su un solo punto (aspetto), ossia concentrarsi; trascendere quel punto medesimo,
ossia meditare.
Non confondere mai la compassione con il pietismo. Mentre la compassione
scaturisce dalla viva consapevolezza che
io e te siamo uno, se tu soffri soffrirò anch'io e se gioirai ne sarò quanto
mai felice, il pietismo è un moto d'animo dell'Ego più superficiale che
per tacitare la voce onnipresente della propria coscienza elargisce – o
elemosina – aiuti occasionali che definisce solidarietà, beneficenza. Non
confonderla nemmeno con il "buonismo sociale", perché la compassione è innanzitutto
consapevolezza che diventa giustizia. Tieni, infine, presente che giustizia
e legalità sono concetti molto diversi e oggigiorno – a mio avviso – persino
agli antipodi.
02-04-12 - nick.salius
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