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Meditazione nel web »Aforismi
» "Occhio Spirituale" - "Terzo Occhio" - "Ajna
Chakra"
Gli aforismi riportati in questa pagina non sono tecniche
di meditazione. Bisogna tener conto che si tratta di frasi o versetti
avulsi dai contesti originari, citate a solo titolo informativo e non
di formule esplicative. In fondo troverete una breve
precisazione...»
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"Se dunque il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà illuminato".
(Matteo, 6, 22)
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(E' da presumere che le Bibbie più antiche dicessero proprio "occhio
singolo", forma che si trova nella Bibbia di Martin Lutero e ancor oggi
nelle traduzioni greche e inglesi. Più tardi, non comprendendo il vero
significato della parola, i traduttori cambiarono "singolo" in "semplice"
e poi ancora in "puro" N.d.T.). Durante la meditazione profonda, l'occhio
unico o spirituale diventa visibile nella parte centrale della fronte.
Le scritture si riferiscono in vari modi a questo occhio onnisciente:
quale terzo occhio, stella d'Oriente, l'occhio interiore, la colomba
che scende dal cielo, l'occhio di Shiva, l'occhio dell'intuizione, ecc.
Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi. Roma,
Astrolabio-Ubaldini Editore, 1971, p. 153
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Concentrati sul Divino nell'Occhio Spirituale perché questa è la
mia Vera Forma. Io non sono questo corpo di carne e ossa. Sono il servo
di tutti.
Yogiraj Sri Sri Lahri Mahasaya
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Saggezza Vedica - Chi, concentrando la mente in un solo punto, mediti
assiduamente su di Me, l'Imperituro, e allo stesso modo rifletta sul
proprio Sé nel loto del cuore, costui senza dubbio si libera. La mia
forma è l'Assoluto scevro di dualità, privo di un inizio, di un mezzo
o di una fine. Chi con devozione partecipa della mia luce splendente,
che è essere, coscienza e beatitudine, quegli conosce l'imperituro.
Vasudevopanisad, 25-28
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... non identificatevi ... siate un testimone, un osservatore. Allora,
se vi riesce di essere testimoni, sarete focalizzati nel terzo occhio.
... anche l'opposto è possibile. Se siete focalizzati nel terzo occhio,
diventerete un testimone.
... focalizzati nel centro del terzo occhio la vostra immaginazione
diventa potente, efficace. Ecco perché si è insistito così tanto sulla
purezza ...
Rajneesh (Osho) - Il libro dei segreti, Bompiani, 1978,
p. 90 e seg.
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Lo spazio tra i nostri due occhi (terzo occhio) non è uno spazio
delimitato nel vostro corpo fisico. E' lo spazio infinito che è penetrato
in voi. Una volta che questo spazio venga conosciuto, non sarete più
la stessa persona. Non appena conoscerete questo spazio interiore, avrete
conosciuto l'immortale. Allora non c'è più alcuna morte.
Rajneesh (Osho) - Il libro dei segreti, Bompiani, 1978,
p. 217
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Se per un'ora al giorno fissi una fiamma e pratichi questa tecnica
per alcuni mesi, il tuo terzo occhio inizia a funzionare alla perfezione.
Diventi più attento, più luminoso.
Rajneesh (Osho) - Il libro arancione, Mediterranee, 1983,
p.109
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Escludendo il mondo esterno, con lo sguardo fisso tra le sopracciglia,
i respiri affluenti ed effluenti che fluiscono regolari per le narici,
con i sensi, la mente e l'intelletto sotto controllo, giunto alla meta
della liberazione, il muni (saggio), gettati via desiderio, paura e
ira, è per sempre libero.
Bhagavad Gita (V, 27,28)
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Il corpo fisico ha due occhi - positivo e negativo - a causa della
legge della relatività. Il corpo astrale ha soltanto un occhio, variamente
chiamato: occhio spirituale, occhio singolo (dalla Bibbia cristiana),
terzo occhio (dalla Bibbia indù), stella dell'est, stella di saggezza,
colomba che discende dal cielo, occhio interiore, occhio intuitivo,
occhio di Shiva, stella attraverso cui vedono i saggi, ecc. Quando fu
battezzato dallo Spirito Santo, Gesù lo percepì come un suono cosmico
o Cielo, e vide l'occhio spirituale come una colomba.
Il Vangelo di Gesù secondo Paramhansa Yogananda. Volume
primo. Edizioni Vidyananda
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I Maestri indù hanno insegnato che, per conquistare la più profonda
conoscenza, bisogna focalizzare lo sguardo attraverso l'onnisciente
occhio spirituale. Quando ci si concentra fortemente, anche chi non
sia uno yoghi aggrotta la fronte nel punto fra le sopracciglia: il centro
della concentrazione e dello sferico occhio spirituale, sede dell'intuizione
dell'anima. Questa è la vera "sfera di cristallo" in cui guarda lo yoghi
per apprendere i segreti dell'universo. Coloro che andranno abbastanza
profondo nella loro concentrazione penetreranno quel "terzo occhio"
e vedranno Dio. I ricercatori della verità dovrebbero perciò sviluppare
la facoltà di proiettare la loro percezione attraverso l'occhio spirituale.
La pratica dello Yoga aiuta l'aspirante ad aprire l'occhio singolo della
coscienza intuitiva.
L'intuizione, o conoscenza diretta, non dipende da alcun dato fornito
dai sensi. Per questo la facoltà intuitiva è spesso chiamata il "sesto
senso". Tutti hanno questo sesto senso, ma la maggior parte delle persone
non lo sviluppa. Tuttavia, quasi tutti hanno avuto qualche esperienza
intuitiva, forse l'intuizione che una determinata cosa sarebbe dovuta
accadere, sebbene non ci fosse alcun segno percepibile dai sensi a indicarlo.
Paramahansa Yogananda, L'eterna ricerca dell'uomo. Roma,
Astrolabio-Ubaldini Editore, 1980, p. 31-32
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"Signore, esiste un metodo scientifico, oltre il Kriya, che può portare
un devoto a Dio?, s'informò uno studente.
"Si", disse il Maestro. "Una via rapida e sicura che porta all'infinito
è quella di tenere la propria attenzione fissa nel centro della Coscienza
Cristica fra le sopracciglia".
Paramahansa Yogananda, Il Maestro disse. Roma, Astrolabio-Ubaldini
Editore, 1970, p. 66
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Coloro i quali non meditano regolarmente e profondamente sono irrequieti,
ovunque essi meditino, e rinunciano dopo un breve sforzo. Ma se voi
fate uno sforzo più grande, giorno dopo giorno, verrà l'abilità di immergervi
più profondamente. Io non debbo fare alcuno sforzo, adesso; il mondo
intero sparisce istantaneamente, quando chiudo i miei occhi e fisso
istantaneamente il Centro Cristico (l'occhio spirituale, nella fronte
fra le ciglia).
(Paramahansa Yogananda - "Man's Eternal Quest" da "Spiritual
Diary" - Copyright © 1968,1982 Self-Realization Fellowship Ninth printing,
1996 http://www.yogananda-srf.org)
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Ora, vedete, nessun Gesù Cristo viene dall'esterno dentro la visione
di nessuno. Nessun Rama, Nessun Krishna, nessun Buddha, nessun Baba
Faqir si manifesta da fuori a nessuno. Queste visioni sono fenomeni
provocati dalle impressioni e dalle suggestioni che il devoto ha già
accolto nella propria mente. Queste impressioni e suggestioni gli appaiono
come un sogno. Ma nessuno viene da fuori. Questa è la pura verità.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)
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Gli illusi non vedono l'anima quando lascia il corpo e nemmeno quando
ci abita dentro. Non si può veder l'anima mentre si gode degli oggetti
dei sensi o si agisce mossi dall'attaccamento alle passioni, all'ignoranza
o alla purezza. Solo coloro che hanno l'occhio della saggezza vedono.
(Bhagavad Gita 15:10)
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Se uno tenesse la propria mente costantemente concentrata nel punto
fra le sopracciglia (nel Centro Cristico), vedesse l'occhio spirituale
e gli comandasse di ricaricare il corpo d'energia, esso lo farebbe.
Facendo questo, la gente smetterebbe d'invecchiare.
Paramahansa Yogananda - Alomentazione Yoga - Edizioni Vidyananda
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Il terzo occhio non fa parte del corpo fisico, ma del corpo sottile,
il secondo corpo, quello interiore.
Osho - I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000,
p. 150
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Quando il terzo occhio si apre per la prima volta, il buio sparirà,
e ci sarà luce, una luce senza sorgente. ... Per questo le Upanishad
dicono che Dio non è come il sole o una fiamma. E' una luce senza sorgente.
Osho - I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000,
p. 169, 170
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L’insegnamento giunge solo a indicare la via; ma la visione sarà
di colui che avrà voluto vedere. ... E’ necessario che l’occhio si faccia
uguale all’oggetto per accostarsi a contemplarlo. ... Il tuo occhio
interiore ha dinnanzi a se una grande bellezza. Ma se cerchi di contemplarla
con un occhio ammalato o non pulito, o debole, avrai troppa poca energia
per vedere gli oggetti più brillanti e non vedrai nulla, anche se sei
dinnanzi ad un oggetto che può essere visto.
Sophia - Plotino. (Commento: qui Sophia potrebbe essere quindi intesa
come la saggezza di colui che osserva con occhio singolo, lo stesso
che talvolta si scorge durante la meditazione).
Secondo la tradizione dello Yoga tutte le tecniche che concernono
osservazione sono, più o meno direttamente, metodi per la sollecitazione
di Ajna Chakra, definito pure terzo occhio,
centro di comando, occhio spirituale.
Terzo occhio, metafora del punto di contatto tra lo spirito e il mondo,
è sinonimo d'intuizione (buddhi, sanscrito). Tale facoltà si può coltivare
e sviluppare praticando i metodi di osservazione, tra cui il più noto
è Anapana Sati Yoga, ovvero l'attenzione rivolta al flusso naturale
del respiro. Ma perché l'osservazione favorirebbe la percezione spirituale?
La propria interiorità non può essere investigata con i due occhi normali.
La loro energia è protesa verso il mondo esterno. L'esplorazione interiore,
al contrario, comporta una modalità percettiva nuova, diversa, che può
essere realizzata solo da una inedita, singolare e straordinaria funzione
accessoria, il sesto senso, l'occhio spirituale.
E' sempre preferibile evitare la concentrazione diretta effettuata rivolgendo
lo sguardo verso l'alto ad un ipotetico punto tra le sopracciglia. Tale
pratica dovrebbe essere riservata unicamente ai meditatori molto esperti
e sempre e solo qualora la percezione di tale presupposto centro interiore
avvenisse spontaneamente come sviluppo naturale della pratica di attenzione,
sia sotto il profilo di assorbimento che di penetrazione intuitiva.
Visita le pagine dedicate alle
tecniche di meditazione ...»
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Naturalmente è consigliabile acquistare i libri da cui sono stati tratti
gli aforismi riportati in questa semplice ed estemporanea raccolta.
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Aforismi e cenni sul terzo occhio
Quando la mente si concentra,
prima o poi
si manifesta un segno.
Questo non e' per tutti
il medesimo.
Per alcuni potra' essere
una forma
come una stella,
un diadema di gemme
o un filo di perle.
Altri lo avvertiranno
come un fior di loto,
la ruota di un carro,
il disco della luna,
il disco del sole.
Se appare un segno luminoso,
non bisogna cominciare a pensarci
ne' dargli attenzione diretta.
Il segno e' originato
dalla percezione.
Percio' bisogna capire
che appare diverso
a causa della differenza
di percezione.
(Visuddhi Magga)
§
L'ajna chakra è il chakra della mente ed è raffigurato da un loto
bianco-splendente con due petali bianchi.
§
Il "tilak" è il segno che in India viene applicato sulla fronte in
prossimità del terzo occhio.
§
Il bija-mantra del centro della mente è Om. E' proprio in questo
centro che lo yogi pronuncia Om al momento di allontanarsi e separarsi
dal suo aspetto fisico.
§
Che tenga ritti corpo, testa e collo, che resti immobile e guardi
fissamente tra le sopracciglia, con sguardo che non vede.
Bhagavad Gita (IV, 13)
§
Sempre che abbian fortuna, gioiscono gli stolti; se li prende la
sventura oltremodo si abbattono; ma per coloro che procedono con l'occhio
del discernimento, niente è la fortuna e niente è la sventura.
(Tirukkural 58: 389,167)
§
Il centro dell’occhio spirituale: Nella fronte, tra le sopracciglia.
Il Prana qui è riflesso dal centro midollare alla base del cervello.
Questo centro è associato con l’esercizio della pura volontà e della
contemplazione meditativa. La luce che si vede qui è blu scura con una
cornice dorata; il blu centrato con una luce bianca brillante. Si afferma
che l’oro sia la frequenza di “om”, il verbo, la forza creativa che
pervade l’universo. Si afferma che il blu sia la frequenza universale
di Dio, che regola le forze cosmiche in manifestazione. Il bianco è
la frequenza della forza-coscienza pura e originale che precede la manifestazione.
Stabile in questo chakra, la coscienza è rimossa dall’identificazione
con il mondo. L’anima è autorealizzata, in grado di comprendere la realtà
di Dio, e di risvegliarsi alla piena realizzazione del Supremo.
“The Book of life” di Roy Eugene Davis, CSA Press 1993
§
La maggior parte della gente crede che dietro gli occhi chiusi ci
sia soltanto il buio. Eppure, man mano che progredirete spiritualmente
e vi concentrerete sull'occhio "singolo" nella fronte, scoprirete che
la vostra vista interiore si è aperta. Contemplerete un altro mondo,
un mondo di luce e di grande bellezza.
Paramahansa Yogananda - Come potete parlare con Dio, SRF, 1993, p. 12
§
Saggezza buddista
L'occhio della chiarezza è detto così perché dona la vista a tutti.
Permette a ogni singola persona di entrare nel non-creato e non-condizionato,
ciascuno a modo suo.
Prajñaparamita
§
L'occhio della verità
Dichiaro che il superamento dell'attaccamento all'impurità del mondo
è possibile per una persona che sa e vede, ma non per una persona che
non sa né vede. Nella persona che sa e vede, nasce l'immacolato e penetrante
occhio della verità; vedendo la verità, vede le cose così come sono;
vedendo la verità, nasce l'occhio, nasce la conoscenza, nasce la saggezza,
nasce la scienza e nasce la luce.
Parole del Buddha, Samyutta Nikaya
§
Ne "Le passioni dell’anima", Cartesio afferma:
Articolo XXXI - C’è una piccola ghiandola nel cervello, nella quale
l’anima esercita le sue funzioni più particolarmente che nelle altre
parti. [...] la parte del corpo in cui l’anima esercita immediatamente
le sue funzioni non è assolutamente il cuore e neanche l’intero cervello,
ma soltanto la più interna delle sue parti, che è una certa piccolissima
ghiandola, situata nel mezzo della sua sostanza e sospesa al di sopra
del condotto attraverso cui gli spiriti dalle sue cavità anteriori sono
in comunicazione con quelli della posteriore, in modo tale che i più
piccoli movimenti che avvengono in essa contribuiscono molto a mutare
il corso di questi spiriti e, inversamente, i più piccoli cambiamenti
che si producono nel corso degli spiriti contribuiscono molto a cambiare
i movimenti di questa ghiandola.
Cartesio. Le passioni dell’anima. UTET - Torino - Originale: "Les passions
de l’âme".
Commento:
Recenti ricerche si avvicinano ulteriormente l’ipotesi cartesiana. Su
New Scientist del 15 Dicembre 2007, a pagina 15, l’articolo intitolato
“What is the soul, but a humble pineal gland” (Cos’è l’anima, se non
una umile ghiandola pineale”):
«Forse Cartesio era nel giusto quando nel 1649 ha affermato che la ghiandola
pineale fosse la sede dell’anima. Le scansioni del cervello relative
all’area che circonda la ghiandola pineale suggeriscono che l’area venga
attivata quando le persone meditano. “Non esiste una definizione di
‘anima’ nel campo scientifico” afferma Jyh-Horng Chen del National Taiwan
University di Taipei, co-leader dello studio. “Comunque, i nostri risultati
dimostrano una correlazione tra l’attivazione pineale e la meditazione
che potrebbe avere implicazioni profonde per la comprensione fisiologica
di mente, spirito e anima.»
Citato su Indranet.org
§
L'occhio al centro di un triangolo è un simbolo molto diffuso nel
cristianesimo e in certi movimenti spirituali. Rappresenta l'occhio
di Dio che vede tutto. Questo non significa, come alcuni ingenuamente
credono, che dal Cielo Dio sia occupato ad osservarci e ad annotare
tutte le nostre buone e cattive azioni, per poi punirci o ricompensarci.
Quell'occhio è dentro di noi, e ci osserva, ci sorveglia.
È auspicabile sentirsi sorvegliati dall'occhio interiore, perché è ciò
che ci mantiene al riparo dagli errori. Anzi, noi dobbiamo chiedergli
di posare sempre il suo sguardo su di noi, e rallegrarci quando, nel
momento in cui stiamo per deviare, la sola sensazione di quello sguardo
ci mantiene sulla buona via."
Omraam
Mikhael Aivanhov
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